Varese mondiale: speranze e perplessità degli albergatori

Per Federalberghi servono eventi come la notte bianca di Torino, a Confesercenti manca ancora il commissario straordinario

Gli attori che scenderanno in campo nel prossimo futuro per l’organizzazione dei Mondiali di ciclismo del 2008 sono in parte da definire in attesa che il comitato presieduto da Amedeo Colombo decida, in base ad un bando, a chi affidare tutta la questione relativa all’incoming turistico.

«Siamo pronti a creare tutte le condizioni necessarie ad organizzare il soggiorno alle migliaia di appassionati di questo sport che verranno a Varese – ha detto il presidente di Federalberghi Guido Brovelli, alla guida dell’associazione di Confcommercio che conta più di cento alberghi associati – perchè questi non siano solo mondiali di ciclismo ma anche una vetrina fondamentale per tutta la nostra provincia».

Il sogno, visto il grande successo mediatico, è quello di emulare l’organizzazione delle Olimpiadi di Torino nel senso dello spirito che ha contraddistinto quell’evento.

«Senza esagerare con i parallelismi si potrebbe pensare ad unire eventi culturali di grande rilievo per espandere quest’evento oltre il week-end in cui si consuma – continua Brovelli – per esempio con una notte bianca di grande richiamo una mostra di grande rilievo».

Idee molto belle, ma su quali numeri conta Varese per il momento?
«La città conta su più di mille posti letto, la provincia ne conta altri tremila ma speriamo nel progetto luinese come lo stesso Franzetti ha detto – continua Brovelli – e sull’albergo da 250 stanze a Somma Lombardo». Gli alberghi di Malpensa, dunque, divengono indispensabili per un numero di turisti che sicuramente supererà i posti letto disponibili, almeno si spera. Ma il cammino per Varese 2008 non è ancora entrato nel vivo, anche se dovrà farlo molto presto «anche perchè – conclude Brovelli – 2 anni e mezzo fanno in fretta a passare quando c’è molto da fare».

Ma tra tante speranze un problema c’è, e bello grosso:
«Il fatto che non ci sia ancora un commissario straordinario per i mondiali è un bel problema – sottolinea Cesare Lorenzini, presidente di Confesercenti ma soprattutto albergatore di Varese, e perciò direttamente interessato alla questione – Tanto per fare un esempio personale, ma che so essere stato un problema anche per altri albergatori della città, io sono andato a chiedere i permessi per fare una palestra in vista dell’accoglienza delle squadre, ma mi hanno risposto che era necessario attendere l’arrivo del commissario straordinario».

La voglia di impresa si scontra quindi contro le decisioni esterne e  la burocrazia:
«Forse per riuscire a dare una vera ed efficiente ospitalità sarebbe il caso di essere più snelli dal punto di vista burocratico – continua Lorenzini – del resto noi non chiediamo soldi, chiediamo solo le autorizzazioni per realizzare strutture che ci sono state già richieste dalle squadre: come saune, bagni turchi, palestre o zone massaggi e per le quali siamo disposti a organizzarci senza chiedere soldi a nessuno. Per di più, queste autorizzazioni non sono nemmeno richieste in altre provincie: a Milano una palestra interna all’albergo non fa volume, a Varese sì, con le conseguenze del caso: autorizzazioni, oneri di urbanizzazione eccetera».

Ricette per sbloccare la situazione?
«Forse è il caso di affrontare le cose con spirito diverso. Dobbiamo lavorare insieme, parlarci, cominciare a diventare operativi. Si è già perso fin troppo tempo, e per prepararsi all’accoglienza i mondiali di ciclismo è necessario cominciare a muoversi ben prima del 2008»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2006
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