Verderame: «Nel Varese ognuno rispetta il proprio ruolo»

Il portiere biancorosso coccola i giovani a disposizione di Mangia e presenta il big match con l'Uso Calcio: "Giocheremo per vincere, ma sono loro a dover rimontare"

A una manciata di giorni dal big match del campionato di serie D (domenica, 14,30, stadio F. Ossola) tra Varese e Uso Calcio l’attenzione inizia a salire in casa biancorossa. La squadra di Mangia ha ripreso gli allenamenti e ha iniziato la preparazione verso la gara che potrebbe metter fine al discorso promozione. Per valutare la "temperatura" dell’undici varesino abbiamo sentito il parere di Oscar Verderame, il portiere che pur non giocando mai è un vero e proprio punto di forza dello spogliatoio per la sua esperienza e la capacità di tenere unito il gruppo.

Al di là delle dichiarazioni di prassi, all’interno della squadra vi state rendendo conto dell’importanza della gara di domenica?
«Sinceramente sì: martedì abbiamo ripreso ad allenarci con la giusta intensità e con la voglia di arrivare al meglio. Però dobbiamo anche dare il giusto peso alla gara con l’Uso che non è l’ultima spiaggia; ci saranno altre sei partite importanti da affrontare qualunque sia il risultato di domenica. E comunque sono loro a inseguirci e a dover provare a colmare il distacco».

Tutto però fa credere che non giocherete per il pareggio: non è mai accaduto anche perché questo Varese fatica ad amministrare e preferisce giocare sempre per vincere.
«Noi scendiamo sempre in campo per il bottino pieno, mai per il pari o per amministrare. Il fatto di avere molti giovani e giovanissimi in squadra non ci permettono di giocare in modo diverso. Poi però, può sempre accadere di pareggiare!».

In momenti come questi, in che modo lei, Macchi, Cozzi o lo stesso Corallo potete far valere il vostro carico di esperienza nei confronti della "linea verde"?
«È nostro dovere essere pronti a raffreddare gli entusiasmi eccessivi ma anche evitare che qualcuno si abbatta o si rammarichi per un errore o un momento negativo. Sul piano fisico tutti sanno gestirsi al meglio, su quello mentale noi "senatori" cerchiamo di dare consigli quando possiamo».

Consigli chiesti e accettati?
«Sì: questi ragazzi hanno capito che all’interno di un gruppo ci sono alcuni ruoli e li stanno rispettando. Penso che questa sia una delle forze di questo Varese. E nel rispettare i ruoli ci metto anche quello di avere l’umiltà di accettare "dritte" dai compagni di squadra e consigli dell’allenatore: nessuno ha la presunzione di sapere già tutto».

L’Uso Calcio si presenterà con la terribile accoppiata d’attacco Tarallo-Spampatti: dia un consiglio a Dei Forti che se li troverà di fronte.
«A Giuseppe posso solo dire di stare tranquillo. I due attaccanti dell’Uso sono bravi, ma sono giocatori in carne e ossa, non marziani arrivati con l’astronave. Vanno affrontati con tranquillità e fiducia nei propri mezzi».

Lei è sempre più considerato un cardine di questa squadra, pur rimanendo sempre in panchina. Una situazione che, sebbene abbia sposato volentieri, alla lunga le pesa?
«Ma no, ma no! Sono ben consapevole di essere il portiere di riserva, va bene così. È normale che ogni tanto mi venga voglia di giocare: mi alleno al massimo per tutta la settimana, poi alla domenica resto a guardare. Ma anche questa è una regola che conoscevo all’inizio e che va rispettata. Il mio ruolo è definito, e in questo Varese tutti sanno stare al proprio posto senza puntare i piedi, me compreso».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 marzo 2006
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