Viaggio nel sole a caccia di energia pulita

Se ne parlerà questa sera, lunedì 6 marzo, con gli esperti invitati dal Gruppo Astronomico Tradatese

Si chiama ITER (ossia International Thermonuclear Experimental Reactor) il sogno  mondiale  di  fornire all’ Umanità una fonte energetica  pulita ed inesauribile. 
Si tratta di una collaborazione internazionale che  la Francia si è aggiudicata qualche mese fa e  che ha il compito di   riuscire finalmente a simulare  in laboratorio il meccanismo con cui le stelle producono energia. Il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese  non poteva ovviamente essere insensibile  ad un avvenimento di simile portata.
Ecco spiegato il senso della serata organizzata  al CineTeatro Paolo Grassi  lunedì 6  marzo sul tema : VIAGGIO ALL’ INTERNO DEL SOLE, con la presenza a Tradate del dottor Giuseppe Bonacina, grande esperto  di fisica solare e di  connessioni tra la Terra e la nostra stella. In un periodo in cui  il mondo  ha sempre più bisogno dell’ ormai  costosissimo petrolio ma, nel contempo (grazie al protocollo di Kyoto) c’è anche la consapevolezza che  inquinare ancora vorrebbe dire la fine  della civiltà industrializzata, tutte le  principali nazioni del pianeta sono interessate a finanziare ITER: vi partecipano infatti Giappone, Europa, USA, URSS, Canada, India e Cina. È dagli anni 20  che  gli astrofisici si sono resi conto che  la natura ha "inventato" un sistema davvero straordinario per produrre energia: quello di  far fondere l’idrogeno in Elio, ad altissima pressione e temperatura, nel nucleo delle stelle. Il processo, denominato FUSIONE termonucleare,  gode di  altissima efficienza e non è inquinante (le scorie sono un gas inerte come l’elio) ma, finora, l’uomo è purtroppo riuscito a simulare quanto fanno le stelle solo per scopi  bellici, inventando le cosiddette bombe all’ idrogeno. Qui la fusione termonucleare avviene ma in maniera  talmente esplosiva ed incontrollata da non servire assolutamente a nulla (salvo che a distruggere, naturalmente…). Invece l’ Umanità avrebbe bisogno  di reattori a fusione che siano  perfettamente sotto controllo. Su questo punto il dottor Guaita, presidente del GAT, fa una puntualizzazione molto importante: "Credo  che la fusione termonucleare controllata sia l’esempio più eclatante  di quanto sia indispensabile studiare a fondo le stelle. In sostanza,  il problema della fusione controllata  sembra fatto apposta per  contraddire chi  pensa che  lo studio delle stelle sia  un’occupazione inutile e non ‘produttiva’:  basta infatti riflettere che  solo capendo  davvero nei minimi dettagli  il modo con cui il Sole e le stelle producono energia, l’ Umanità  potrà  simulare questo processo in laboratorio ed arrivare  alla soluzione definitiva di ogni problema energetico.” In questo ambito  il dottor Bonacina che sarà ospite del GAT, presenterà  anche  tutte le più moderne ipotesi  su come faccia il Sole a produrre la sua energia da cinque miliardi  di anni senza esplodere e come possa proseguire  in questa situazione per almeno altri 5 miliardi di anni. “Il fatto è – aggiunge il dott. Guaita- che  nel nucleo delle stelle  le altissime temperature (15 milioni di gradi) e le immense pressioni necessarie all’ Idrogeno per  fondersi in Elio sono semplicemente  fornite  dalla forza di gravità  di tutto il resto della stella. Sulla Terra, invece, non siamo ancora riusciti  a confinare stabilmente  l’idrogeno, una volta che questo venga portato alla temperatura di qualche milione di gradi, necessaria  per farlo fondere. L’unico  mezzo per confinare  un plasma così caldo è quello di utilizzare potentissimi campi magnetici”.  Proprio su questo principio del confinamento magnetico lavorerà ITER  nei prossimi anni, nella speranza  che prima della metà di questo secolo  si riesca ad allestire la prima centrale elettrica del futuro, ossia  da fusione termonucleare.

 

 

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2006
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