Whirlpool, vittoria senza bel gioco

Varese-Roseto 80-63. Garnett e Fernandez risvegliano i biancorossi dopo 30' di cattiva pallacanestro. Collins disastroso

"Prendi i punti e scappa". La Whirlpool sconfigge i Roseto Sharks 80-63 in una gara davvero poco esaltante, con molti errori da ambo le parti, anche banali: brutture che alla sirena dell’intervallo sono sottolineate da bordate di fischi accompagnati dalla paura di non riuscire a sbloccarsi. Varese invece è stata capace di dare qualche spallata nell’ultimo periodo, quando cioè Hafnar è divenuto il collante della difesa mentre Garnett e Fernandez sono riusciti a segnare con la necessaria continuità. Positivo, nel complesso, l’impatto della difesa, mentre DeJuan Collins questa volta merita il titolo di “pesce fuor d’acqua”.

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Varese - Roseto 80-63 4 di 10

COLPO D’OCCHIO – Il secondo anticipo consecutivo di venerdì, senza neppure l’attrattiva di vedere in campo gente come Bodiroga e Hawkins, non permette a Masnago di scaldarsi come si deve. Applausi comunque per i biancorossi al momento dell’ingresso in campo; un’accoglienza riservata anche al fresco ex Dan Callahan. Praticamente ignorato l’altro giocatore con passato varesino, Robertino Casoli.

PALLA A DUE – Allegretti per Hafnar è l’unica variazione sul tema che si concede Magnano per il quintetto base, soluzione per altro già vista in diverse occasioni. Attilio Caja tiene inizialmente seduto Cavaliero scegliendo Leo Busca per la regia. Capel è l’ala partente, con Martinez sotto canestro.
 
LA PARTITA – I primi 5’ scorrono senza sussulti, anzi tra diversi sbadigli generati da due squadre con la testa altrove. Magnano prova a dare una scossa togliendo Albano e Howell, ma il punteggio rimane basso, con percentuali ai limiti dell’illecito (28% per Varese). I primi a mettere in campo qualche giocata alla voce “pallacanestro” sono Flores e Fernandez, ma il tiro che spariglia il punteggio nel quarto arriva da Busca (tripla): al 10’ Roseto è avanti 16-17.
Un poco di difesa e la prima tripla biancorossa firmata Collins regalano alla Whirlpool il primo vantaggio: 25-17. Altri 2’ di anti-basket e al 16’ il pubblico comincia a rumoreggiare; Magnano si rifugia in timeout e pesca Bolzonella per rilevare un Farabello rapido in difesa ma pasticcione in attacco. In un quintetto molto basso (con Bolzo e Collins) Garnett (foto: www.simoneraso.com): trova i primi lampi della serata e costringe il temuto Martinez al terzo fallo. A Busca, vecchia volpe, bastano però pochi istanti per risucchiare tutto il vantaggio della Whirlpool (7 punti) e trainare gli Sharks al pareggio del 20’: 34-34. Il rientro in spogliatoio è accompagnato da fischi sonori e meritati.

Dopo la sosta scende in campo anche Gregor Hafnar, in panca per tutto il primo tempo per qualche problema fisico. Chi però muove il punteggio, completando un parziale di 12-0 a cavallo dell’intervallo, è il dominicano Flores già a quota 15. In doppia cifra arriva anche Fernandez, l’unico a segno con un po’ di continuità. Hafnar pareggia a quota 41 e la sua bomba è seguita da quella di Garnett che restituisce un minimo di vigore a una Whirlpool quasi in agonia. Varese però, al di là di questi canestri estemporanei, fatica parecchio quando si tratta di andare a segno. Collins completa il suo quarto orribile (-4 di valutazione) con uno sfondamento con conseguente seduta tra i puniti. Farabello fa quasi peggio, fallendo due appoggi negli ultimi secondi, errori che non permettono di andare al riposo con più di un punto: 51-50.

IL FINALE – Una tripla di Garnett e una di Farabello replicano a un gol di Malaventura sulla prima sirena dei 24”. Varese in difesa dà segni di vita con Hafnar a mordere le caviglie di Flores. E’ di nuovo Garnett a inventare letteralmente una bomba oltre i limiti dell’impossibile per il 60-52 che costringe Caja al secondo timeout in poco più di 60”. La sospensione serve a chiamare una zona che Money, in piena trance agonistica, buca dall’angolo. Uno sprazzo che fa guadagnare oltre le 10 lunghezze nel giro di poche azioni, a 5’ dalla sirena al quale contribuisce pure Farabello, dopo tante brutture. Tra queste ci mettiamo anche il tentativo di aggressione di Martinez che prova a colpire De Pol con un pugno. Il rosetano viene espulso proprio mentre sul parquet plana un palloncino rosso che ricorda il “bollino” in sovrimpressione per i film violenti. Espulso pure Howell, per essere entrato in campo a dividere i contendenti, come da regolamento discutibile. La scazzottata chiude di fatto la serata a favore degli uomini di Magnano (foto: www.simoneraso.com): gli ultimi scampoli sono utili a Fernandez ad arrotondare il fatturato un po’ in tutte le voci statistiche. Si chiude 80-63, prendiamo i due punti, dimentichiamo il resto.

IL PROTAGONISTA – Dopo tre periodi in cui la palma del migliore sarebbe dovuta rimanere vacante per mancanza di candidati, il riconoscimento va a Marlon Garnett. “Money” ha trovato una delle sue strisce vincenti proprio nel momento di massima necessità, mettendo a referto i punti del break decisivo.

L’AZIONE – La giocata della serata è a firma proprio di Garnett che al 32’ gestisce un pallone importante per lunghi secondi. L’ala californiana rischia di chiudersi in un angolo, scivola senza perdere il controllo della sfera, si rialza e infila una tripla importante al momento della fuga.

Whirlpool Varese – Roseto Sharks 80-63 (16-17, 34-34; 51-50)
Varese: Garnett 20, Farabello 7, Hafnar 6, Howell 6, Albano 2, De Pol 9, Allegretti 4, Bolzonella, Collins 7, Fernandez 19, Genovese ne, Verri ne. All. Magnano.
Roseto: Grillo ne, Busca 10, Flores 21, Malaventura 6, Callahan 2, Cavaliero 5, Casoli 2, Campana ne, Chiavazzo ne, Martinez 4, Capel 13. All. Caja.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2006
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