“A Brebbia manca l’acqua e sto aspettando che il sindaco mi chiami”

di Marco Bianchi

Egregio Direttore,

quale cittadino di Brebbia vorrei unirmi al costruttivo dibattito circa la situazione idrica di Brebbia tra i due miei concittadini e il dott. Adolfo D’Agata già Sindaco di Brebbia.
Intanto, alla data odierna, siamo al sesto giorno consecutivo praticamente senza acqua e preciso che io abito al piano terra di una casetta bifamigliare, non al terzo piano di un condominio.
Nonostante i provvedimenti adottati dal Comune e riportati oggi da La Prealpina la situazione non è cambiata; del resto mi chiedo se qualcuna delle autorità preposte stia vigilando sulla reale applicazione della ordinanza emessa dal Sindaco.
Brebbia, oltre al centro sportivo SPORTLAND, è un pullulare di piscine interrate e non, di prati, giardini eccetera.
Ho cercato invano per giorni di avere spiegazioni circa la situazione dall’attuale Amministrazione Comunale, sto ancora aspettando che il Sindaco mi chiami, dopo aver lasciato il mio recapito telefonico ad una sua assistente in quanto al momento era assente; successivamente mia moglie ha letteralmente invaso il Municipio riuscendo almeno a parlare con il Vicesindaco mentre ancora il Sindaco preferiva restare nel suo ufficio.
Nonostante tutto questo non sappiamo ancora cosa ci aspetti, sono riuscito ad avere un quadro parziale assolutamente negativo dopo aver sollevato di peso, telefonicamente, un tecnico della società AMSC.
Questa è la reale situazione a Brebbia che si sta ripetendo da quattro anni consecutivi sempre nello stesso periodo tardoprimaverile-estivo, con buona pace del dott. D’Agata e delle sue affermazioni.
Forse il dott. D’Agata non rammenta le telefonate ricevute o forse è stato male informato dai suoi collaboratori, Vicesindaco in testa, oppure i confini di Brebbia sono per lui differenti da quelli effettivi e si riducono solamente a quelli comprendenti i nuovi complessi dotati di piscina.
Negli ultimi anni ho speso un capitale in telefonate agli uffici comunali e ai gestori dell’acquedotto, oltre che di acqua minerale, e mi sto ancora chiedendo chi sia responsabile per quanto sta accadendo visto che i bacini sono monitorati (così mi dicono) e quindi è assolutamente inaccettabile quanto accade: si deve prevenire il ripetersi di questa situazione in quanto nota, non cercare un rimedio a danno avvenuto che è solo un palliativo e assolutamente inefficace.

La saluto cordialmente

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2006
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