A Como la Conferenza Internazionale dell’Open Source

Due paroline che, nonostante sembrino informatica pura, promettono di cambiare il mondo. Anche l'Italia, che ne ospita la conferenza internazionale

Il concetto di open source sta diventando sempre più noto, o almeno celebre. Significa "sorgente aperta": semplificando possiamo dire che il codice usato per scrivere un programma è pubblico, e può quindi essere modificato da chiunque per migliorare quella applicazione. A differenza dei programmi closed source, che possono essere modificati ed aggiornati solo da un ente che possiede ed accede al codice, i software open source possono essere modificati da informatici volontari, o, comunque, da chiunque se ne intenda di programmazione, perchè il codice deve essere pubblico e disponibile.

Sembra un concetto informatico piuttosto astratto, eppure queste due parole promettono di cambiare il mondo delle tecnologie, insediando i leader attuali del mondo del computer e non solo. Oggi esistono browser open source (come Mozilla Firefox, che da tre anni rosica il market share di Microsoft Explorer), sistemi operativi open source (come Linux, scelto da un numero sempre maggiore di pubbliche amministrazioni al posto di Windows), piattaforme per videogame open source, programmi di videoscrittura (OpenOffice) e molto di più.

Molto spesso i programmi di questo tipo hanno una qualità pari o superiore a quella delle produzioni "tradizionali", perchè possono usufruire dell’apporto di un numero di programmatori teoricamente illimitato. Se aggiungiamo che spesso, ma non sempre, questi software sono anche gratuiti e particolarmente rispettosi di standard e parametri di accessibilità, l’interesse delle Pubbliche Amministrazioni e degli utenti finali, ma anche di aziende private come Nokia ed Apple, è indubbiamente crescente.

Quindi chi vuole dare un’occhiata agli sviluppi più probabili del mondo informatico, non deve perdere l’appuntamento comasco dell’8, 9 e 10 giugno 2006. Parliamo infatti della seconda Conferenza Internazionale dell’Open Source, che ospiterà i maggiori esperti di vari settori sul tema. Questa innovazione tecnologica, infatti, pone opportunità e problematiche dal punto di vista economico, informatico, sociale e culturale. Inoltre l’appuntamento 2006 si concentrerà in particolar modo sul rapporto sempre più stretto tra open source e pubblica amministrazione, indagandone le prospettive a livello europeo.

Tra gli invitati spicca il nome di Anthony Wasserman, direttore esecutivo del Cosi (Center for Open Source Investigation), oltre a quelli dei docenti statunitendi Bertrand Meyer, Till G. Bay e Bernd Schoeller. Per parlare dell’applicazione nell’amministrazione pubblica italiana delle tecnologie open source, invece, la discussione di riferimento sarà quella organizzate da Esperta (ESperienze nella Pubblica amministrazionE, Ricerca, Tecnologie, Applicazioni), che presenterà anche delle case history. L’introduzione di sistemi teconologici "liberi", è auspicata e spinta sia dall’Ue che da una direttiva Stanca, quindi è certo che sentiremo parlare sempre più di questi temi.

Per saperne di più sul convegno visitate la pagina ufficiale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 giugno 2006
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