Accam, per il presidente Parini il bicchiere è mezzo pieno

Il peggio sembra passato, dopo l'incidente e le inchieste giudiziarie: alla vigilia del rinnovo del CdA si marcia a pieno regime e si progettano interventi di ammodernamento

 

La prossima assemblea
dei soci di Accam SpA, convocata mercoledì alle 18.00 nella Sala Consiglio del Municipio
di Busto Arsizio, avrà all’ordine del giorno, oltre all’approvazione
del bilancio d’esercizio 2005, la
nomina del consiglio di amministrazione.

Era stata la stessa
assemblea dei soci, in
occasione della nomina dell’attuale Cda, presieduto da Sergio
Parini (foto)
ed entrato in carica il

gennaio 2004, a fissare la scadenza del mandato all’indomani della
presentazione del documento
contabile riferito al 2005. "Sono stati due anni e mezzo di
lavoro intenso e impegnativo – commenta con la stampa il presidente Parini -, condotti nel solco di alcune questioni di lungo corso non
ancora risolte,
su tutte la convenzione fra la Spa e il Comune di Busto Arsizio; non sono mancati inoltre problemi all’impianto,
come il guasto alle due caldaie del novembre 2004 che ha causato un lungo
periodo di fermo
dell’inceneritore; per tacere infine dell’indagine giudiziaria denominata
operazione Grisù, scattata giusto un anno
fa, di cui, a ora, non si conoscono gli sviluppi, e cui abbiamo dato,
da subito, la massima collaborazione".
Su questo punto Parini tiene a precisare di non essere mai stato sentito dagli inquirenti in questo lasso di tempo, pur essendo nell’elenco delle persone indagate. "Vorremmo che si facesse chiarezza in tempi ragionevoli; speriamo di non dover aspettare quanto l’ex sindaco Rossi" (12 anni di processi prima dell’assoluzione… ndr).

In tema di convenzione Accam attende ora un riscontro dal Comune di Busto Arsizio circa la
bozza di documento
presentata alcuni mesi or sono e illustrata all’allora commissario
prefettizio Paolo Guglielman. L’avvento di Gigi Farioli a Palazzo Gilardoni fa naturalmente ben sperare Parini: "È un uomo che conosce bene il Piano provinciale rifiuti e le problematiche connesse. Il nodo della convenzione va sciolto se si vuole che l’operatività di Accam si esplichi pienamente. I paletti messi in passato dal Comune hanno bloccato o rallentato varie procedure in cui siamo impegnati, fra cui la bonifica del vecchio impianto; e l’accumularsi di ritardi rende problematica anche la gestione ordinaria". I dolori di Accam hanno molte cause: su tutte le frequenti fermate per manutenzione di un impianto già vecchio come concezione, non in grado di reggere a lungo il calore prodotto dai rifiuti selezionati – mentre era stato pensato per rifiuti generici, a resa calorica molto inferiore. Una situazione che causa stop-and-go continui e perdite di produzione di energia, e dunque di denaro. Per tacere dei danni provocati dai fermi – misurabili in settimane – per l’incidente e per l’inchiesta Grisù: 3 milioni di euro in mancati ricavi e una cifra non dissimile in riparazioni.

"Nonostante tutto ciò in questi due anni e mezzo abbiamo ridotto le tariffe di smaltimento a meno di 90 euro la tonnellata e ottenuto dei certificati verdi, che ci fruttano circa 260mila euro l’anno. Non solo, ma abbiamo spinto i Comuni ad aumentare la quota di riciclaggio: i Comuni Accam sono ormai i più ‘ricicloni’ delle province di Varese e Milano, con quote medie che arrivano al 60%, contro il 45% di due anni fa. Questo sgombra il campo dalle accuse di affarismo e business: con meno rifiuti, è vero, ci perdiamo, ma rifiuti selezionati hanno un maggiore potere calorico, producono più energia e dunque a loro volta più introiti". Ciò va in controtendenza con altre aree della Lombardia, dove incenerimento significa rinuncia ad una raccolta differenziata spinta.

Il bilancio
2005
, certificato dai revisori dei conti, mostra
nonostante tutto un risultato che, date
le premesse, viene definito soddisfacente. Una
perdita, prima delle imposte, inferiore ai 500mila euro, non tiene
tuttavia conto della seconda
tranche di risarcimento assicurativo relativo alla Linea 1. Ora inoltre l’impianto sta marciando a regime e produce risultati che inducono all’ottimismo per l’annata 2006.

Fra gli obiettivi prossimi venturi dell’azienda vi è la gestione
autonoma dell’inceneritore
, non più come oggi tramite la ditta Commissioning, ma solo tramite personale interno appositamenre formato, probabilmente creando ad hoc una società controllata in modo da garantire da un lato la separazione formale tra proprietà e gestione, e dall’altro il controllo pubblico della’impianto, essendo Accam a sua volta posseduta da 27 Comuni. Vi saranno inoltre significativi lavori di adeguamento dell’inceneritore agli standard regionali ed europei richiesti dalla
Regione Lombardia nell’ambito dell’Autorizzazione integrata
ambientale (Aia): "le risorse finanziarie per farlo non mancano" osserva Parini. Si terrà
una gara pubblica di rilevanza europea per individuare la
società che, oltre
alla gestione dell’impianto, provvederà ai lavori necessari. In osservanza alle recenti
normative, il CdA ritiene che si debba procedere tramite un project financing.

Altri punti rilevanti di quanto fatto dal 2004 sono per Parini l’ingresso in Accam del direttore generale ing. Giorgio Cominetta, "persona di sicura competenza e professionalità", e tutti gli adempimenti
relativi alla transizione di Accam
da azienda speciale a Spa, formalizzata alla fine del 2003; "abbiamo inoltre appaltato i servizi di piazzale e aperto un sito Internet per informare i cittadini".

Insomma per Parini, nonostante i ricorrenti guai, il bicchiere è mezzo pieno e il peggio alle spalle: "chiederemo al riconferma del CdA, ma sappiamo bene che vi sono equilibri politici nuovi da rispettare e che vi sono le giuste richieste di Busto". Quanto al suo giudizio sull’impianto, "non gli dò più di 6,5, visti i suoi noti problemi. Accam agenzia ambientale? Fui io il primo a parlarne nel gennaio 2005 in un’intervista con Rete55… L’idea evidentemente è piaciuta, visto che me l’hanno scippata: ma sia chiaro che i servizi e le competenze di supporto ai Comuni non potranno diventare il nostro core business", che resterà la produzione di energia da rifiuti.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2006
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