Acqua preziosa, un rubinetto ci salverà

Business ed educazione: le due facce del risparmio idrico

Acqua risorsa preziosa, acqua che si spreca. Due facce della stessa medaglia che, nonostante siano l’uno l’opposto dell’altra, convivono da decenni senza che vi si trovi una soluzione. Tutti sanno che l’acqua è preziosa ma il 90% delle stesse persone non fa nulla per risparmiarla. Allora ci pensano le associazioni e le imprese private su due fronti diversi ma con lo stesso obiettivo di ridurre lo spreco di acqua nelle case. Da una parte c’è il Cast, Centro per un appropriato sviluppo tecnologico di Laveno dove si organizzano e si realizzano corsi di ecologia domestica per stili di vita più sostenibili fnalizzati al risparmio energetico nel suo complesso e al rispetto dell’ecosistema. Quello portato avanti dal Cast è un progetto a lungo termine che porterà risultati negli anni a venire grazie alla consapevolezza delle nuove generazioni. Anche alcuni sindaci, come Fulvio Fagiani di Malgesso, provano ad educare i loro cittadini con iniziative dimostrative quali la distribuzione, durante particolari feste o momenti aggregativi, di rubinetti con riduttori di flusso.

E qui entra in gioco il privato con questi innovativi rubinetti che "gonfiano l’acqua" con l’aria permettendo un risparmio sul consumo d’acqua che raggiunge il 50%. Per fare una doccia con gli erogatori tradizionali, è necessario usare molta acqua e molta energia, si parla di 14/20 litri di acqua calda al minuto. Sfruttando il principio della turbolenza che si verifica in una piccola camera di compressione all’interno della doccia, aumenta la velocità dell’acqua producendo milioni di piccole gocce, riducendo drasticamente fino a 9 litri al minuto l’erogazione. Il risparmio calcolabile, se questo tipo di erogatori reperibile in commercio venisse applicato a tutti i rubinetti, sarebbe incredibile soprattutto nelle strutture pubbliche o negli alberghi. Esistono anche opportunità per le istituzioni di acquistare in stock questi rubinetti per le scuole, gli uffici, le strutture pubbliche in genere e pagare i rubinetti acquistati con il risparmio sulla depurazione dell’acqua non immessa nella rete di depurazione. Le soluzioni ci sono, insomma, dall’educazione all’ottimizzazione degli impianti, serve coraggio di pochi e volontà di molti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 giugno 2006
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