AlCobas: “Quegli accordi sono nulli”

AlCobas critica i metodi e i risulati del referendum effettuato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl tra i lavoratori di Sea Handling

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo tre giorni di referendum, Cgil,Cisl,Uil e Ugl, hanno comunicato i risultati. Gli accordi sono approvati con 772 voti a favore, 472 contrari su 2456 dipendenti. Il referendum è valido avendo votato il 50,1% dei lavoratori. I sindacati confederali non hanno dubbi, il loro operato è corretto e tutto va bene.

LA DEMOCRAZIA è UN ALTRA COSA!

Ø       Nessun esponente delle organizzazioni contrarie all’accordo era presente ai seggi.

Ø       Spesso chi ha votato doveva farlo senza nessuna segretezza.

Ø       La stragrande maggioranza dei lavoratori non ha votato.

Ø       Quante schede sono state aggiunte per far vincere il Si?

Ø       Anche se si considerano validi 772 voti a favore dell’accordo, rappresentano solo il 25% dell’organico di Sea handling.

Ø       La Sea con tutta la sua struttura che ha votato, e Cgil-Cisl-Uil-Ugl hanno siglato una serie di accordi e ora li impongono ai lavoratori.

 Hanno appena siglato un accordo che prevede l’apertura dello stato di ristrutturazione aziendale, con la possibilità da parte di Sea di assumere a contratti a tempo determinato, con le incentivazioni all’esodo dei lavoratori fissi per aumentare quelli precari, e parlano di assunzioni a tempo indeterminato. Dopo aver siglato questi accordi, ora si inventano verifiche che porteranno grandi vantaggi per i lavoratori.

 Riteniamo che questi accordi siano da considerarsi nulli. Se Cgil-Cisl-Uil e Ugl vogliono realmente considerarsi organizzazioni democratiche, devono accettare il responso del voto. Vanno riconvocate le assemblee dei lavoratori, come deciso il 30 marzo dopo il blocco di Malpensa. I lavoratori in assemblea devono decidere come procedere sia per le clausole sociali sia nei confronti dei lavoratori precari.

 Noi ribadiamo quanto già detto in assemblea:

1-    Le clausole sociali non devono servire a SEA come pretesto per liberarsi dei lavoratori, ma anzi devono servire a tutelare tutti i lavoratori SEA, sia sul piano della verifica degli organici e dei carichi di lavoro, prima di dichiarare il trasferimento, sia sul piano del mantenimento dei salari e delle condizioni normative. Non siamo quindi disponibili ad accettare che anziché licenziare lavoratori SEA si licenzino gli interinali. Non siamo disponibili ad accettare lo stato di ristrutturazione aziendale con il licenziamento dei lavoratori fissi, sia con il peggioramento delle condizioni di lavoro.

2-    BASTA CON IL PRECARIATO. Tutti i lavoratori di Malpensa hanno pari dignità e pari diritti. Dopo le sentenze della magistratura che condannano SEA a reintegrare alcuni lavoratori a contratti a termine ed interinali, non è più ammissibile accettare che in SEA ci siano lavoratori continuamente ricattati.

3-    Chi rappresenta i lavoratori deve essere eletto direttamente da loro. Malpensa è una delle pochissime realtà dove i lavoratori non votano i propri rappresentanti alle trattative.

Associazione Lavoratori Cobas

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 giugno 2006
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