Anas, tagli ai cantieri stradali «Un danno dai costi elevati»

Il presidente Marco Reguzzoni interviene sulla question delle infrastrutture in provincia di Varese

Riceviamo e pubblichiamo

«Prima, di fronte alle nostre richieste per accelerare su Pedemontana e Tangenziale di Varese, la sinistra ha accusato la CdL di non saper far squadra con i propri ministri a Roma. Ora che ha il Governo, la sinistra invece di dimostrare le proprie presunte capacità amministrative, taglia inesorabilmente le infrastrutture di cui tutto il sistemo produttivo e della mobilità lombardo e non solo ha strettamente bisogno».

Di fronte alle indiscrezioni che vorrebbero la Bre.Be.Mi in “pole position” rispetto alla Pedemontana e, dunque, al concreto rischio che salti anche il sistema tangenziale varesino (oltre a quello comasco), il presidente della Provincia di Varese non ci sta. «Non me ne starò qui seduto a guardare un Governo che ci toglie strade di cui ribadiamo la necessità da anni. Non è la lega  a chiederlo, non è la Casa delle Libertà a chiederlo. E’ un territorio intero che si ribella di fronte ad una seri di decisioni e di scelte che ci penalizzano nel momento in cui, grazie al precedente Governo, qualche consistente passo in avanti lo avevamo fatto».

A far “saltare” Reguzzoni sulla sedia sono anche le voci sui tagli ai fondi che Anas che finirebbero per avere conseguenze su un’altra opera già in costruzione, la Boffalora-Malpensa. Un cantiere che la Provincia di Varese ha contribuito non poco a fare aprire. Tre anni fa di questi tempi, una lettera aperta pubblicata dal “Corriere della Sera” e sottoscritta oltre che da Villa Recalcati, anche da tutte le principali associazioni economiche, di categoria e sindacali del territorio, si chiedeva espressamente all’allora “premier”, Silvio Berlusconi, di non dimenticare la Boffalora-Malpensa, il collegamento “autostradale” di Milano con l’aeroporto.

I lavori hanno preso avvio ma, appunto, i tagli ai bilanci Anas rischiano di imporre uno stop al cantiere. E l’altro stop ad un cantiere che si attende da 20 anni, l’Arcisate-Bisuschio seguirebbe a ruota. «Sarebbero danni irreparabili, anche perché non  sapremmo quando gli interventi potrebbero proseguire».

Una prospettiva a dir poco inquietante. «Una penalizzazione dai costi incalcolabili» annota senza mezzi termini Reguzzoni. «Per questo occorre che sulle opere per il Nord si assista ad una sorta di mobilitazione come sta avvenendo per Malpensa. Roma deve capire che non può continuare a trattare con disprezzo la locomotiva economica del Paese».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 giugno 2006
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