Api in assemblea, formazione aziendale in primo piano

L'appuntamento pubblico è lunedì 26 giugno alla villa Porro Pirelli

Sarà dedicata alla formazione l’assemblea annuale di Api varese, prevista per lunedì 26 giugno a partire dalle 10.30 alla villa Porro Pirelli di Induno: «Un “momento forte” dell’azienda, la cui importanza si rifletta anche a chi alle aziende fornisce servizi, come le associazioni di categoria –  ha spiegato Roberto Ceroni, direttore di Api, nel presentare l’incontro – il cui argomento e dibattito sono tenuti volontariamente sul territorio per dare una vera impostazione pratica al discorso».

“Formare le imprese per formare la competizione. Il capitale umano rappresenta la vera ricchezza delle economie post-industriali del 3° millennio” è così l’ambizioso titolo della parte pubblica dell’assemblea, che vedrà tra l’altro gli interventi del sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, e dell’assessore provinciale nel Settore Lavoro, Formazione professionale e Istruzione Andrea Pellicini.

«La precarizzazione non è cosa che riguarda i nostri settori: nel mondo industriale c’è flessibilità, non precarizzazione, perchè c’è bisogno di formare e mantenere i propri operatori – spiega Franco Colombo, presidente Api, cui è demandata la relazione introduttiva dell’assemblea di lunedì, dopo il saluto del Presidente Confapi Paolo Galassi – Non è come con i call center o il personali dei centri commerciali: se una azienda trova un tornitore, si farebbe tagliare le mani piuttosto che lasciarlo andare via. Tant’è vero che la grande impresa ha visto diminuire nel corso degli ultimi anni il numero di ore di formazione, al contrario di quel che avviene nelle piccole».  

Perché questo circuito sia efficiente e permetta di far del bene alla scuola ed espandere nel contempo le possibilità produttive dell’azienda, bisogna innanzitutto uscire dai luoghi comuni. «La scommessa è riuscire a scalfire quel luogo comune che vede lo studente uscire dalla scuola con una formazione completamente diversa rispetto al mondo del lavoro – ha sottolineato Ceroni – Oggi non è proprio così, e l’alternanza scuola lavoro permette anche di uscire dalla scuola con alle spalle già un po’ d’esperienza».

Buoni gli intendimenti, disponibili gli attori, almeno sulla carta. Qual è la questione che impedisce a questo circolo virtuoso di decollare? «Il problema è che non abbiamo una economia che tira – ha risposto Colombo – Sono andato a vedere l’Ipsia: è una scuola stupenda, con macchinari sofisticati ed un grande entusiasmo dei professori nello spiegare. La scuola ci chiede collaborazione, la voglia di far uscire studenti “impiegabili” è forte in tutti, partono collaborazioni che sembrano funzionare. Ma manca lo sviluppo economico, che permette alle aziende di occuparsi di questo tema. Difficile parlare di formazione, in una azienda dove vengono tagliate le figure professionali: per investire ci vuole un’economia che abbia prospettive, sennò gli investimenti sono di brevissimo periodo, e con un orizzonte temporale così basso è difficile programmare».

Per questo, secondo Colombo, nel corso della loro assemblea, è importante parlare di formazione: «Perchè il fattore umano all’interno dell’azienda è importante: e  questo è necessario che venga sviscerato e capito da tutti, istituzioni comprese». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 giugno 2006
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