Appello ai ministri: “Fermate lo svincolo Saronno Sud”

In una lettera ai ministri dell'Ambiente e delle Infrastrutture il Comitato intercomunale "Cittadini attivi no allo svincolo" chiede di cancellare il progetto

Dopo il voto favorevole del Consiglio comunale di Saronno, che nella seduta di ieri ha dato parere favorevole al progetto di ampliamento della terza corsia della A9 e del nuovo svincolo Saronno Sud, il Comitato intercomunale "Cittadini attivi No allo svincolo" di Uboldo, lancia un appello ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente (ma anche a Provicnia di Varese e Regione Lombardia) perché fermino il progetto del nuovo svincolo autostradale.Progetto che, passo dopo passo sta andando versio lì’approvazione definitiva: il 9 giugno si terrà a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture, la Conferenza dei Servizi per mezzo della quale si raccoglieranno le posizioni dei soggetti interessati, province e comuni in particolare.

"In questo progetto, come noto, l’Amministrazione Provinciale di Varese e la Giunta Regionale Lombarda hanno voluto inserire uno svincolo autostradale (c.d. Saronno Sud) da porsi nel territorio di confine tra Uboldo e Origgio, e ciò nonostante a due chilometri ne sia presente già un altro – scrivono i rappresentanti del Comitato –  e nonostante tale nuovo svincolo appaia di dubbia utilità per la viabilità di Saronno, di totale inutilità per quella di Uboldo e Origgio,  di gravissimo danno alla salute della comunità di Uboldo e Origgio e alla salvaguardia del territorio".

Quali sono le ragioni di un rifiuto così netto? "La situazione ambientale fortemente compromessa  del nostro territorio  è oggi sotto gli occhi di tutti – spiega il Comitato –  Origgio  e Uboldo sono  compresi tra i comuni della “zona critica del Sempione”,   soggetti a un forte inquinamento dell’aria  e già  gravati da frequenti blocchi alla circolazione   a causa del superamento dei limiti dei valori degli agenti inquinanti. Si pensi che  per avere un’aria respirabile dovremmo bloccare il traffico degli autoveicoli per 126 giorni l’anno!  È  ormai accertata e conosciuta da tutti la relazione tra la qualità dell’aria e le malattie dell’apparato respiratorio, e sappiamo che  sono i gas di scarico del traffico veicolare    la principale fonte di inquinamento dell’aria e   del suolo. Dappertutto poi ci sono cave, discariche, urbanizzazioni : solo una residua parte del territorio, ormai,  riesce a garantire quel “servizio ambientale” – realizzato dal verde e dai boschi – indispensabile per una buona qualità della vita. Ed ora, uno svincolo autostradale collocato tra Uboldo e Origgio  ci viene presentato come la soluzione  di tutti i mali: in realtà, produrrà il  solo effetto di andare a incrementare il traffico e l’inquinamento in tutta la nostra zona".

Insomma, solo costi e benefici molto incerti. " Sappiamo che è stato fatto uno  Studio di Impatto Ambientale  che  presenta una pesante incongruenza temporale: si basa, infatti, su  uno scenario futuro che prevede, oltre alla  terza corsia dell’A9 e allo svincolo in questione, la presenza di altre importanti opere infrastrutturali (opere che, nella migliore prospettiva, arriveranno in realtà solo tra una decina d’anni, i relativi effetti benefici saranno tutti da dimostrare e comunque al prezzo di nuove inutili strade e della distruzione di altro territorio). Ma che ne sarà delle nostre condizioni di vita da qui al 2016? Quali gli effetti immediati e reali che si determineranno? È una situazione che lo Studio evita accuratamente  di prendere in  considerazione:  non considera i pesanti flussi di traffico che verranno a crearsi all’interno dei nostri centri abitati fino ad allora, e nemmeno i livelli  di inquinamento atmosferico che si verranno a determinare!". 

"In aggiunta – prosegue il documento che verrà inviato ai ministri –  ci preme sottolineare che la prevista eliminazione del semi-svincolo di Origgio (A9) andrà a determinare un aggravamento sia delle condizioni del traffico e dell’inquinamento intorno allo svincolo Saronno sud e sia, soprattutto, del traffico in attraversamento nei  nostri paesi. Lo svincolo servirà solo per i progetti urbanistici  futuri: già si sente parlare di nuovi centri commerciali,   di alberghi, di nuovi insediamenti abitativi e industriali… quali sono i reali interessi dietro quest’opera inutile? Sappiamo solo con certezza che tutti verremo espropriati dal diritto alla salute e a una vita decente. Lo Svincolo, così come previsto attualmente, andrà alla fine a collocarsi a ridosso del Centro Sportivo di Uboldo, vanificandone lo scopo  nella sostanza e annullando altresì il significativo investimento finanziario sostenuto negli ultimi anni dalla  comunità: riteniamo questa  una responsabilità pesante e difficilmente sostenibile agli occhi della popolazione. Di fronte a questa situazione è nostro diritto esigere  che si provi a pensare a vere alternative praticabili e  che si cerchino delle soluzioni sulla rete esistente prima di sventrare altro territorio".

Secondo i cittadini che si sono coalizzati contro il progetto ci sarebbero altre soluzioni praticabili: "Ci preoccupa fortemente il verificare la mancanza di un quadro programmatico regionale, che veda una seria e coordinata programmazione delle opere di viabilità da parte di tutti gli Enti preposti (regione, province, comuni della zona) che consideri anche tutte le opere che si vogliono o si stanno realizzando a livello locale (es. tangenziale di Gerenzano, tangenziale di  Cerro e Cantalupo ect). Riteniamo che la riqualificazione viabilistica di tutta l’area Lazzaroni-Esselunga, dello svincolo ora esistente di Saronno, consentirebbe di suddividere i flussi di traffico rendendoli più fluidi e ottimizzando così la viabilità,  contestualmente alla diminuzione di veicoli prevista già con l’ampliamento della A9. Proponiamo il completamento dell’anello della tangenziale di Origgio e la  possibilità di potervi collegare la zona industriale di Uboldo quale contributo fattivo al miglioramento della viabilità. Proponiamo il miglioramento del flusso viabilistico mediante interventi di potenziamento del trasporto collettivo pubblico: siamo certi che, alla fine, ciò costi meno alla collettività, da tutti i punti di vista".

Una cosa è certa: il Comitato non si fermerà: "Facciamo presente la decisa contrarietà della popolazione alla realizzazione di tali opere e a un ulteriore degrado del territorio, contrarietà espressa con determinazione  in più occasioni attraverso una forte mobilitazione; fa presente altresì  che si opporrà, unitamente alle associazioni   e alle forze democratiche della zona, alla realizzazione delle opere in oggetto con tutti i mezzi  a disposizione compreso il ricorso alle vie legali".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 giugno 2006
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