Basso replica alle accuse «Storie vecchie»

Caos al Tour dopo le anticipazioni della stampa spagnola. Attese decisioni sulla corsa

Le indiscrezioni riportate dalla radio spagnola "Catena Ser" sull’evolversi dell’inchiesta condotta dai giudici di Madrid sul doping nel ciclismo lasciano con il fiato sospeso squadre, organizzatori e tifosi del Tour de France.

La corsa a tappe che partirà sabato pomeriggio da Strasburgo conoscerà solo con poche ore d’anticipo la certezza sul campo dei partenti. Sarebbero infatti 22 gli atleti citati da "Cadena Ser" come implicati nello scandalo che ha portato già in carcere cinque persone tra cui il medico Eufemiano Fuentes attorno al quale ruotavano le pratiche illecite. Tra questi potrebbe esserci anche Ivan Basso, anche se il suo nome (e quello dello spagnolo Mancebo) non è riportato sul sito di "El Pais", l’autorevole quotidiano che per primo ha parlato dell’inchiesta. Il campione varesino si è difeso con due frasi affidate alle agenzie: «È la stessa storia vecchia di un mese fa: non rispondo sulle voci». E ancora: «Se la mia colpa è quella di aver vinto il Giro…».

La smentita arriva secca anche dal tedesco Ullrich, altro grande favorito del Tour. Alla corsa, per ironia della sorte, parteciperà invece Alexandre Vinokourov: la sua squadra, della quale era direttore sportivo uno degli arrestati (Manolo Saiz) è stata ammessa dopo un ricorso al Tas di Losanna.
La situazione rimane quindi molto incerta, mentre con il passare delle ore cresce la tensione.

Molto probabilmente le decisioni più importanti arriveranno nella mattinata di venerdì: in programma ci sono infatti un incontro tra il ministro dello sport spagnolo e quello francese, un meeting tra tutti e 21 i direttori sportivi delle squadre partecipanti al Tour e, forse, le rivelazioni ufficiali sull’inchiesta.
Nel caso più drastico è possibile che i corridori coinvolti non partecipino alla gara, anche se resta da appurare con che titolo gli atleti rientrano nelle carte processuali. Fossero indagati la linea dura sarebbe la più comprensibile; se invece il loro ruolo rimanesse quello di testimoni o altro la situazione risulterebbe ancor più intricata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 giugno 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore