Battaglia di Comacina: una storia che fa spettacolo

Anche quest'anno sarà ricostruito il conflitto navale sul lago di Como, con tanto di incendio a base di fuochi artificiali

24 giugno 1169, isola Comacina. L’unica isola del Lario ha conservato strenuamente, fino ad allora, la propria autonomia. Fino a quando Como, alleata del Barbarossa, decide che è il momento di spegnere le mire dei comacini, impegnandosi in una battaglia contro il suo stesso cuore. Un cuore in fiamme perchè, vista l’estrema resistenza, l’unica soluzione si rivelerà la messa a ferro e fuoco di tutta l’isola.

Un evento storico spettacolare, e mai dimenticato. Perchè ogni anno, nella settimana in cui cade il 24 giugno, i comaschi ricostruiscono questa battaglia navale, e simulano l’incendio con dei fuochi artificiali e i "lumaghitt", lumini galeggianti abbandoti sulle acque del lago. I festeggiamenti quest’anno cadono proprio il 24 giugno, e saranno più imponenti del solito.

Per la realizzazione di questo evento, infatti, sono in allestimento quattro barche lunghe 16 metri e larghe 5, dotate del castello a poppa e di speciali strutture a prua, rispettando l’aspetto effettivo delle barche da combattimento lacustre del tredicesimo secolo. Ognuna di queste barche avrà un equipaggio di 30 uomini, in costume d’epoca ed armati d’archi, frecce e spade. L’abbigliamento, all’interno delle barche sarà quello cosiddetto “leggero”, senza cioè la corazza, lo scudo e l’elmo che creerebbero non poche difficoltà di movimento,  in una battaglia svolta tutta all’insegna della rapidità e dell’agilità.

Non mancheranno effetti speciali nel pieno rispetto della ricostruzione storica: frecce incendiarie, palle infuocate che richiamano il lancio dei mestoli d’olio bollente da una nave all’altra e l’incendio delle vele costruite, ovviamente, con materiali speciali.

Le quattro “ammiraglie” saranno affiancate da una quarantina di barche e poi tutto culminerà nella ricostruzione del grande incendio, con dei fuochi artificiali sul lago.

L’evento, quindi, è ancora una volta da non perdere. Il giorno successivo, secondo tradizione, tutte le popolazioni del lungo lago si trasferiranno sull’isola con le reliquie di San Giovanni, per una processione e la celebrazione della parte religiosa della sagra. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 giugno 2006
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