Bestie di satana, l’indagine si sposta a Brugherio

Si starebbero cercando tre corpi, fra cui quelli di due ragazze albanesi. Il procuratore Pizzi smentisce: "Esagerazioni, l'indagine è aperta solo sul caso Frigerio"

Si torna a parlare di Brugherio, cittadina dell’hinterland milanese non lontana da Monza: e si torna a parlare di Bestie di satana, o perlomeno di delitti a sfondo satanico. Secondo notizie apparse su un importante quotidiano nazionale, la procura di Monza, guidata da Antonio Pizzi, già a capo delle indagini sulle Bestie di satana quando era procuratore a Busto Arsizio, starebbe cercando non uno, ma tre cadaveri. Non solo Christian Frigerio (foto), dunque, scomparso il 14 novembre 1996 e mai ritrovato, ma anche due ragazze albanesi sparite nei mesi precedenti. Secondo uno dei nuovi testimoni sentiti dalla Procura monzese, infatti, Christian avrebbe parlato poco prima di sparire nel nulla della scomparsa delle due giovani, riferendosi a loro come "uccise dalla setta". Inoltre, nei giorni prima della sua sparizione, Christian aveva più volte prelevato notevoli somme di denaro da un Bancomat posto dove i giovani componenti del gruppo solevano incontrarsi, proprio a Brugherio. Il fulcro delle nuove indagini potrebbe essere la Ristal, una fabbrica abbandonata posta nella cittadina, e nella quale le Bestie di satana si incontravano per i loro macabri riti.

Il procuratore Pizzi, contattato da Varesenews, smentisce tuttavia con decisione gran parte di quanto sopra. "Si tratta di notizie esagerate. Per quanto ci riguarda l’inchiesta è aperta sulla sola vicenda di Christian Frigerio; stiamo vagliando attentamente nuove testimonianze e indizi. Andiamo avanti, ma non ci sono per ora novità sconvolgenti. Che ci siamo già messi a scavare in una fabbrica abbandonata, poi, no, è una notizia destituita di qualsiasi fondamento". Elucubrazioni di una stampa affamata di novità, dunque? Resta il fatto che l’indagine è ripresa e potrebbe allargarsi. E se alcuni dubitano che i presunti delitti di Brugherio possano essere ascritti alle Bestie di satana (troppo giovani? considerando il ruolo del sedicenne Maccione nel delitto Tollis-Marino, viene da dubitarne), altri puntano il dito contro gli inquirenti che, all’epoca e ancora in seguito, liquidarono un’inquetante serie di scomparse come suicidi o allontanamenti volontari, per tacere di alcuni suicidi di persone a vario titolo in contatto con i membri della setta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 giugno 2006
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