Bestie di satana, pena ridotta a vent’anni per Volpe

20 anni al "pentito" delle Bestie, 12 anni e 8 mesi a Guerrieri - anche per lui una riduzione di pena. Michele Tollis: "Il mio Fabio si rivolta nella tomba"

Vent’anni – questa la pena decretata dalla Corte d’Assise d’appello di Milano per Andrea Volpe (foto a lato), il "pentito" delle Bestie di satana. In primo grado il giudice del tribunale di Busto Arsizio gliene aveva inflitti trenta – meno non sarebbe stato possibile, anche sull’onda dell’indignazione pubblica per la gravità dei delitti compiuti dall’imputato.
Per
Pietro Guerrieri (foto in basso), coimputato nel processo d’appello conclusosi oggi a Milano, la pena è stata fissata in 12 anni e 8 mesi, una riduzione comunque significativa rispetto ai 16 anni patteggiati inizialmente.

Come previsto, la corte ha tenuto infine conto della fondamentale (anche se non proprio spontanea nè immediata) collaborazione data da Volpe alle indagini: è stato proprio lui ad indicare dove giacevano i resti di Fabio Tollis e Chiara Marino, massacrati a colpi di coltello e mazzuolo la notte del 17 gennaio 1998 in un bosco alla periferia di Somma Lombardo; sempre lui ha fatto i nomi di complici e mandanti dei delitti, dopo essere stato catturato a seguito dell’uccisione della sua ex fidanzata Mariangela Pezzotta.

La posizione di Mario Maccione, altro imputato in questo processo, era stata stralciata per la rinuncia del sostituto procuratore Capobianco a ricorrere in appello contro l’assoluzione in primo grado dall’accusa di associazione per delinquere, l’unica di cui doveva rispondere di fronte al tribunale ordinario, essendo stato minorenne all’epoca della sua efferata partecipazione al massacro di Chiara e Fabio.

Sentito ieri dai giornalisti Michele Tollis, padre di Fabio, aveva invocato per gli imputati pene ancora più dure di quelle di primo grado, e oggi ha definito "ingiusta" la sentenza, augurandosi che la Cassazione possa avere l’ultima parola. «Fabio si rivolterà nella tomba ascoltando questa sentenza» ha detto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 giugno 2006
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