BPI “scarica” la banca della Lega. Holding CreditNord verso il fallimento

Non ci sarà più la fusione con la Credieuronord e i 2700 soci non prenderanno un euro

Triste epilogo per i 2.700 soci dell’ex "banca della Lega" Credieuronord. Con nove giorni di anticipo la Popolare Italiana ha decretato quello che si prospettava come il crac della banca della Lega. L’ex Lodi dice no alla fusione perchè le condizioni sono cambiate.  Il Cda della BPI ha decretato ieri che "non ci sono i numeri per la fusione. Le indicazioni che si hanno ora non corrispondono a quelle iniziali".
Una decisione che era nelle cose dopo la condanna di alti dirigenti della banca per riciclaggio di denaro.
Fiorani nel salvataggio di Credieuronord aveva inserito una clausula che permetteva a BPI di evitare la fusione qualora, entro la fine del 2005, fossero sopravvenute questioni di carattere legali. E queste ci sono state eccome.
Tutta la vicenda è una complicata storia di intrecci tra politica e finanza.  La Credieuronord, nata nel 2000 per forte volontà della Lega nord non ha mai avuto lo sviluppo che prefigurava il senatur nella sua lettera di invito a tutti i segretari di sezione del Carroccio e la crisi emerse con chiarezza già nel 2003 quando dal 10 marzo al 23 maggio la Banca d’Italia realizzò un’ispezione trovando una situazione disastrosa tanto che il 5 dicembre del 2004 l’ex ministro Giulio Tremonti, su proposta dell’istituto di vigilanza decretò una serie di sanzioni amministrative a tutti i vertici della banca.
La situazione era però già completamente compromessa e a nulla era valso aumentare il capitale nel giugno dello stesso anno. L’assemblea dei soci il 20 novembre 2004 approvò la cessione della Crediteuronord alla Popolare di Lodi e la trasformazione della società in Holding CreditNord. I soci che hanno scelto di recedere dalla nuova società e quindi non convertire il capitale sono stati liquidati con 2,69 euro a fronte dei 25,8 del valore iniziale. Per gli altri l’odissea ha avuto il peggiore degli epiloghi: non vedranno più un euro. 
Su tutta questa vicenmda ha svolto un grande lavoro di informazione Rosanna Sapori attraverso un sito internet e diversi articoli. La giornalista, attualmente a Tele NordEst,  ha lavorato per quattro anni a Radio Padania raccogliendo centinaia di lettere di militanti del Carroccio che erano entrati nella banca avendo piena fiducia del movimento. "Sono contenta che emerga tutta la verità perché sono davvero tanti quelli che hanno creduto alle parole della Lega. Ora che ci sono le prime condanne per riclicaggio di denaro emergono le responsabilità di quanti hanno diretto quelle operazioni".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2006
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