C’è poco da ridere

Manca l’acqua e intanto la Regione avvia i finanziamenti per le alluvioni del 2002. Sembra uno scherzo, ma c’è poco da ridere. A Varese il neo sindaco ieri chiedeva attenzione nell’uso dell’acqua e per tutta risposta i consumi in un giorno sono raddoppiati.
Le tante lettere dei lettori contengono una triste realtà: abbiamo infrastrutture vecchie e gestite in qualche modo. Si racconti quel che si vuole ma da dove la si guardi la questione dell’acqua è davvero grottesca.
È la politica ad avere tutte le responsabilità e la siccità non c’entra un bel niente. Anni di logiche di spartizione dei posti senza magari alcuna competenza stanno presentando il conto. Come si può dimenticare quali costi ha sostenuto il comune di Varese per privatizzare Aspem, per non arrivare a niente, se non alle dimissioni dell’allora assessore Lazzari. Come si può dimenticare la determinazione con cui la Lega con i suoi massimi vertici aveva voluto Reteacqua per poi farla naufragare e chiudere definitivamente. Cosa è costato tutto questo? E non tanto per rimborsi o spese varie, ma perché nel frattempo non si è fatto niente.
Le municipalizzate erano considerate i “gioielli” delle amministrazioni. È ancora cosi?
Sui costi dell’energia si è detto molto ed è uno dei temi con cui ci dobbiamo e dovremo confrontare sempre di più. Ma l’acqua è qui e se la priovincia di Varese soffre, forse qualche interrogativo occorrerà porselo.
Non si può continuare a pensare come se si fosse negli anni Cinquanta. Questo sia sul versante delle infrastrutture che su quello di una cultura ambientale. Allora alla carenza di acqua corrisponde una bella campagna lanciata alcuni mesi fa proprio su quei temi. Peccato però che l’aggiornamento del sito internet tanto pubblicizzato è fermo al marzo scorso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 giugno 2006
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