Cesvov: appello al terzo settore sulla rendicontazione sociale

Con la presentazione della seconda edizione del bilancio sociale e della carta dei servizi il Csv varesino fa da apripista sulla strada della maggior trasparenza

Per il Centro di Servizi è di nuovo tempo di bilancio sociale: a un anno dalla presentazione della prima rendicontazione sociale, infatti, il 16 giugno sì fa il bis e, presso l’aula Magna dell’Università dell’Insubria, sarà presentato il volume relativo alle attività svolte dal Cesvov nel corso del 2005. Non solo, ma nello stesso giorno si parlerà anche della carta dei servizi, un altro importante documento che mette nero su bianco quali sono i servizi che si possono avere rivolgendosi al Centro di Servizi e come li si può ottenere. I due documenti sono stati messi insieme grazie anche all’ausilio e alla collaborazione del Centro di Ricerche su Etica negli Affari e Responsabilità Sociale (CreaRes) del Dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria con il quale la struttura di viale Sant’Antonio sta collaborando già da diversi anni. “Si tratta di due passi importanti sulla strada della qualità e della trasparenza”: così spiega il presidente del Cesvov, Vincenzo Saturni che delinea anche un possibile passo per l’anno prossimo, quello cioè della certificazione di qualità.

“Il nostro obiettivo – dice ancora Saturni – è però quello di sensibilizzare le realtà del non profit verso le tematiche che noi stessi abbiamo messo in campo, quelle della rendicontazione sociale e della chiara esposizione dei servizi offerti”. In un’epoca in cui si moltiplicano richieste di aiuto e appelli, infatti, essere particolarmente chiari e trasparenti rappresenta un punto di vantaggio per le associazioni di volontariato nei confronti di cittadini, istituzioni e dei loro stessi volontari. E la rendicontazione sociale, così come la carta dei servizi, sono proprio gli strumenti che le realtà del non profit hanno per poter raggiungere questi obiettivi. Il Bilancio sociale, infatti, rappresenta una rendicontazione alternativa rispetto a quella contabile che non ha carattere obbligatorio e che è in grado di comunicare con chiarezza gli obiettivi dell’associazione e le modalità con cui essi vengono perseguiti. Un esempio? Rispetto a un bilancio normale il bilancio sociale riporta anche le ore di volontariato svolte e i traguardi non contabili raggiunti, tutti elementi che rappresentano però il cuore dell’azione volontaria e che sfuggono alla contabilità “normale”. Il Cesvov si sta impegnando su questo fronte già da alcuni anni, ma si avverte ancora l’esigenza di spingere su questo tasto dal momento che sono ancora troppo  poche le realtà che hanno intrapreso questo cammino, difficile ma molto importante per un volontariato di qualità.

L’appuntamento per chi fosse interessato a saperne di più è fissato per venerdì 16 giugno alle ore 16,00 presso l’Aula magna dell’Università dell’Insubria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 giugno 2006
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