Cinquant’anni fa nasceva un sogno d’arte

Il primo borgo dipinto d'Italia compie mezzo secolo. La Provincia, la comunità montana della Valcuvia e il comune di Casalzuigno lo celebrano

Cinquant’anni fa nasceva, per volontà di Manlio Raffo, allora presidente dell’Apt di Varesenel borgo di Arcumeggia, un sogno d’arte fatto di maestri della pittura e allievi ansiosi di imparare nuove tecniche pittoriche. Questo sogno d’arte si inseriva in una storia, se si vuole ancora più grande, vissuta dagli abitanti di Arcumeggia sopra la valle, un po’ isolati ma con una grande tradizione di ospitalità che li ha fatti diventare meta ambita di generazioni e generazioni di pittori. I protagonisti furono Aligi Sassu, Remo Brindisi, Aldo Carpi, Bruno Saetti, Gianfilippo Usellini, Innocente Salvini, Umberto Faini, Giuseppe Migneco e altri ancora. Nomi destinati ad entrare nella storia della pittura internazionale. Gli anni passavano e lentamente il movimento pittorico aveva perso d’intensità e forza. Cinquant’anni dopo si riparte.

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Gli affreschi di Arcumeggia 4 di 6

Il Comune di Casalzuigno, l’assessorato al Marketing territoriale e all’identità culturale della Provincia e la comunità montana della Valcuvia hanno deciso che Arcumeggia doveva ripartire da se stessa. "Ripartire da Arcumeggia" è il nome che è stato scelto per questa serie di iniziative che lo celebreranno come primo dei duecento paesi dipinti italiani. Protagonista indiscusso del mese di luglio sarà Aligi Sassu, uno dei promotori e primi realizzatori del borgo dipinto, grande nome dell’arte contemporanea. Ad aprire i festeggiamenti, a partire dal 2 luglio e fino al 6 agosto, di questo cinquantennale sarà l’associazione culturale Kun Art guidata da Gianni Robusti che ha allestito presso la propria sede alle Fornaci Ibis di Cunardo una mostra delle "Opere in ceramica" di Aligi Sassu, realizzate tra il 1939 e il 1958. A seguire i "disegni" di Aligi Sassu, che abbracciano 60 anni della sua vita verranno esposti dal 7 luglio al 16 settembre nella galleria Ghiggini di Varese. La terza parte dell’omaggio a Sassu si terrà al Chiostro di Voltorre con le opere dedicate ai "Ciclisti" che saranno esposte dal 15 luglio al 16 settembre. L’ultima parte, infine, porterà il visitatore ad Arcumeggia da dove tutto è nato in un viaggio nell’immaginario dell’arte, con le "Ceramiche si Cabiaglio" nella bottega del pittore dal 16 luglio al 20 agosto.

Mentre il resto della provincia festeggia sassu ecco che il borgo dipinto riaccentrerà l’attenzione su di sè grazie alle sapienti magie visive del regista Rai della trasmissione Linea Verde, Klaus Maienza e il fotografo Angelo Volponi che trasformeranno per sei sere (22-23 luglio, 19-20 agosto, 9-10 settembre) il paese in un museo a cielo aperto con voci guida, luci particolari, effetti di fumo all’interno del borgo tra le 21,30 e le 24. I cortili e le strade del paese dipinto, simbolo della profonda cultura dell’accoglienza dei 63 abitanti rimasti, ospiteranno nelle sere del 29 luglio, del 12 e del 26 agosto, spettacoli folcloristici, omaggi alla cultura locale e ai personaggi storici di Arcumeggia. Le visite guidate richiedono una prenotazione al numero 349/1306900 in quanto i posti sono limitati e la richiesta non mancherà di certo.

Questa mattina a Villa Recalcati, alla presenza della promotrice Angela Viola sindaco di Casalzuigno e Giangiacomo Longoni assessore al marketing territoriale della Provincia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni e la voce commossa di Ellenita Olivares, moglie di Aligi Sassu, ha arricchito, con la sua commozione, di grande pathos il senso di questa celebrazione:«Ero giovanissima quando Aligi mi ha portata ad Arcumeggia per la prima volta – ha detto la Olivares – lui amava questo paese e lo ama ancora oggi. Grande emozione per il tributo che gli state rivolgendo. Giusto anche riportare ad Arcumeggia maestri e allievi di pittura».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 giugno 2006
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