Consiglio d’amministrazione ad orologeria per Accam

Non una proroga, ma una nuova nomina per il CdA uscente capeggiato da Sergio Parini, che resterà in carica fino all'approvazione del prossimo bilancio consuntivo

Sergio Parini (foto) e compagnia, forti dell’esperienza acquisita, restano in sella: così ha deciso l’assemblea dei soci Accam riunita nel tardo pomeriggio di mercoledì a Palazzo Gilardoni. In un clima fattosi più sereno per l’ex consorzio dopo la defenestrazione di Luigi Rosa dal municipio bustese, l’assemblea ha proceduto ad approvare il bilancio 2005 all’unanimità, "una dimostrazione di fiducia" per Parini. Poi, dopo una sospensione di un quarto d’ora per dibattere il da farsi, la riunione, che si è tenuta a porte aperte contrariamente ad altre occasioni, è proseguita con la riconferma del consiglio d’amministrazione uscente – unica variante, Paolo Maino a sostituire Luca Rossi, incompatibile in quanto consigliere comunale proprio a Busto (sia lo Statuto comunale che quello di Accam in questo caso prevedono l’incompatibilità delle cariche). Per il presidente Parini si porrà invece il problema di dimettersi da consigliere comunale a Nerviano, essendo stato riconfermato fino all’approvazione del prossimo bilancio consuntivo – che dovrà avvenire al più tardi fra un anno, cioè entro fine giugno 2007.

Questa la composizione del CdA: Sergio Parini presidente, Amedeo
Amedei
vicepresidente; consiglieri Roberto Belloli, Renzo Bellora,
Luciano Cremonesi, Michele Sarullo, Giovanni Taras
e Gianfranco
Zottino
; andrà aggiunto il subentrante Paolo Maino.

Unica nota stonata dell’assemblea, le perplessità espresse dal rappresentante del comune di San Vittore Olona, il solo astenuto sulla riconferma del CdA – "non una proroga, ma una nuova elezione" ha tenuto a sottolineare Parini. A suo dire la riconferma del CdA si rendeva, se non necessaria, opportuna, data l’urgenza di affrontare varie importanti questioni rimaste in sospeso durante il lungo braccio di ferro con Busto e l’esperienza accumulata dai consiglieri in questi due anni e mezzo. "Il mio maggior cruccio resta quello di non aver potuto stipulare con Busto una convenzione equilibrata, che venisse incontro alle esigenze di entrambi" osserva Parini. "Ma oggi vale la pena di rimettersi in gioco per cercare un accordo". Inutile dire che a Borsano, dove torreggia l’inceneritore, si guarderà con vivssima attenzione ad ogni nuovo sviluppo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 giugno 2006
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