Crisi Usag: incontro tra società e amministrazione comunale

L'incontro nella storica sede dell'Utensileria. Confermati gli esuberi, ma l'azienda sembra aprire alle richieste sindacali

Dopo gli scioperi dei giorni scorsi, che hanno fermato per alcune ore la produzione e hanno presidiato i cancelli di Monvalle e Gemonio, torna a tener banco la crisi della Usag.

Ieri, martedì 27, i vertici italiani dell’utensileria, che fa capo al colosso statunitense Stanley, hanno ricevuto una delegazione del Comune di Gemonio composto dal sindaco Fabio Felli e dal consigliere di minoranza Samuel Lucchini i quali hanno presentato le proprie preoccupazioni per il futuro della società, espresse attraverso due documenti sottoscritti dall’intero Consiglio.
«Da parte nostra era doveroso andare a chiedere di persona quello che sta avvenendo – commenta Felli – Ci siamo presentati con i documenti che abbiamo sottoscritto di comune accordo in consiglio. I tagli sono stati confermati, in quanto la Stanley intende portare altrove la produzione di alcuni articoli i cui costi non sono più competitivi se prodotti in Italia. Da parte dell’azienda mi pare però che ci sia massima disponibilità ad attuare quelle misure come i prepensionamenti, i corsi di formazione per chi cambierà lavoro, le agevolazioni verso chi chiede di andare via». Se ciò fosse confermato la trattativa subirebbe una spinta, visto che fino a ora questo tipo di proposte avanzate dai sindacati non avevano trovato una sponda (almeno in pubblico) da parte di Stanley.

«Un’altra assicurazione che ci è stata data – prosegue il consigliere Lucchini – è quella che l’azienda non lascerà la sede di Gemonio. I dirigenti Usag hanno confermato di voler tenere qui quelle lavorazioni di pregio e di alto livello che hanno reso grande questa azienda».
«Il nostro augurio – terminano Felli e Lucchini – è quello che si attuino al meglio tutti gli ammortizzatori possibili, per attutire al massimo le ricadute di questa decisione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2006
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