Cuore e polmoni per saltare l’ostacolo canguri

Ottavi di finale a Kaiserslautern contro l'Australia: in campo alle 17, giocheranno Totti, Gilardino e uno tra Iaquinta e Toni

Ed ecco i canguri. Primo dentro o fuori per gli azzurri, ottavi di finale del Mondiale tedesco. In campo alle 17 a Kaiserslautern al Fritz Walter Stadium agli ordini del direttore di gara Medina Cantalejo.

 

Dopo Ghana, Stati Uniti e Repubblica Ceca, ostacolo inedito in un mondiale per gli azzurri di Marcello Lippi. L’Australia è alla seconda partecipazione, arrivata in Germania dopo lo spareggio vinto a Montevideo contro l’Uruguay di Recoba, Forlan e Chevanton. È un team qualitativamente e quantitativamente interessante, fatto di un mix tra giocatori esperti e giovani, a cominciare da Mark Viduka, stella un po’ appesantita degli “Aussie”, a lungo inseguito da squadre italiane. In Premier League come la punta centrale giocano Cahill, dell’Everton, Kewell “The Jewell”, fantasioso protagonista di una grande stagione nel Leeds e ora in forze al Liverpool, Neill ed Emerton (squalificato), centrale e ala del Blackburn Rovers. E poi ci sono gli “italiani”, Grella e Bresciano, pescati giovanissimi dall’Empoli ed ora protagonisti nel Parma. Il punto debole è il portiere: che giochi Schwarzer o Kalac, il rischio per la difesa australiana è assicurato. Ma la vera stella è in panchina: Guus Hiddink, un incubo per gli italiani dopo la sciagurata partita contro la Corea del Sud nel mondiale nippocoreano. L’allenatore, subentrato ai playoff dopo l’abbandono del discusso Frank Farina, è un girovago del calcio: ha guidato Olanda, Corea del Sud, Australia ed è pronto a salire in corsa sul treno russo, convinto dai petroldollari di Abramovich e soci. Contro gli azzurri dovrebbero giocare Schwarzer in porta, Neill e Popovic (in dubbio) centrali in difesa, terzini Chipperfield e Moore, a centrocampo Bresciano e Cahill larghi sulle fasce, Grella e Culina a fare legna in mezzo, con alternativa la sorpresa Sterjovsky, in avanti Viduka e Kewell, con John Aloisi, vecchia conoscenza italiana, pronto a subentrare. Una squadra di carattere, capace di ribaltare il risultato contro Giappone e Croazia e di non sfigurare contro i brasiliani nel girone di qualificazione. 

 
Marcello Lippi tiene il più stretto riserbo sulla formazione. Le ultime indicazione dicono che dovrebbero tornare le due punte, con Iaquinta in vantaggio su Toni per affiancare Gilardino. La squadra non ha certamente divertito fin qui, ma nemmeno demeritato. Con il ritorno di Gattuso a centrocampo la difesa è protetta, Perrotta sta dimostrando di meritare la maglia da titolare; i due centrali difensivi, Cannavaro in testa, stanno dando sicurezza e Buffon ha parato tutto, tranne l’autogol di Zaccardo. Manca all’appello Totti: il romanista sembra imbrigliato dalla voglia di dimostrare che è quello che tutta Italia conosce, dimenticandosi dell’infortunio che lo ha tenuto fermo a lungo. Se gioca divertendosi, senza pressioni e in coppia con il Pirlo di questo inizio mondiale, anche gli azzurri potranno far vedere del bel calcio. Sulle fasce dovrebbero essere confermati Grosso e Zambrotta, mentre in difesa Materazzi prenderà ancora il posto di Nesta, sfortunato protagonista nelle competizioni con la nazionale. In rampa di lancio Inzaghi e Toni, il primo carico per il gol ai ceki, il secondo ancora a bocca asciutta e voglioso di buttare in rete la palla dopo i 30 gol in campionato.

 
Dentro o fuori, atto primo. Forza azzurri, con cuore e tecnica si può vendicare il 2002, dimenticarsi di Hiddink e archiviare il fascicolo Byron Moreno. Incrociando le dita, tutta Italia è pronta a tifare.      

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 giugno 2006
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