Dalla Bolivia a Malpensa la rotta della cocaina

Importava droga dal Sudamerica e spacciava in Brianza: sgominata organizzazione italo-boliviana dalla Guardia di Finanza

Dieci arresti, 14 chili e 155 grammi di cocaina sequestrata, quattro mandati d’arresto internazionali contro latitanti, dodici corrieri già catturati e messi agli arresti nei mesi scorsi: questo il bilancio, lusinghiero, dell’Operazione "Barriga" messa in atto negli ultimi giorni dal Nucleo provinciale varesino della Guardia di Finanza con la collaborazione della Procura di Busto Arsizio. L’indagine è stata della massima rilevanza, perchè, contrariamente al solito, si è riusciti a risalire fino agli "spedizionieri della droga" in Bolivia e ad identificarli con tanto di nome, cognome e soprannome. Un’ intera organizzazione – che spacciava in Brianza, facendo arrivare la droga tramite corrieri in Spagna, e da lì a Malpensa e a Milano -, è stata smantellata quando ormai progettava di far giungere sul territorio lombardo quantità di droga misurabili in quintali. Il nome dell’operazione, Barriga, in spagnolo sta per "pancia": quella in cui qualche corriere portava gli ovuli, anche se non era questa la tecnica prevalente (si usavano molto di più i doppifondi di valigia).

Dopo l’emissione dei mandati d’arresto da parte del gip Zoncu, sono finiti in manette Vito "Tony" Ruggiero, 46 anni, residente a Capriano di Briosco (MI), capo dell’organizzazione in Italia, Jordi "Franco" Dalmau Rivera, 26enne corriere catalano, Gianluca Pozzoli, 38enne residente ad Inverigo (CO), Roberto Cazzaniga e Monica Fedeli, marito e moglie di 45 e 42 anni, residenti a Briosco (MI), Alberto Corti, 52enne di Inverigo (CO), Saverio Palmieri, 40 anni, origini calabresi, residente a Biassono (MI), Alberto Usuelli, 61enne di Carate Brianza (MI), Claudio Villa, 41 anni, residente a Monticello Brianza (LC), Guido Longoni, residente a Locate Varesino (CO). A parte Dalmau, Cazzaniga e la Fedeli, erano tutti già noti per reati vari, anche se il solo Ruggiero era già stato condannato per droga, avendo scontato sette anni di carcere. Buona parte di loro ha ricevuto la notifica dell’arresto già in carcere (per quelli in semilibertà). Fra i mandanti boliviani identificati, e colpiti da mandato d’arresto internazionale, spicca la presenza femminile: si tratta infatti di tre donne e un uomo. I loro nomi: Amador "Primo" Mendez Arancibia alias Waldo, 50enne di Santa Cruz, Gladys Rodriguez Bustamante detta "la bionda", 61 anni, Emma Vargas de Salvator detta "la Zia", 50enne, e la 23enne Maria Ynes Ibanez Paz. Tutti e quattro sono ufficialmente latitanti.

Il procuratore di Busto Francesco Dettori (foto a lato), il colonnello della Finanza Marcello Ravaioli (foto in basso), comandante del nucleo provinciale, il maggiore Antonello Urgeghe ed il luogotenente Francesco Bellomia hanno esposto alla stampa i contenuti dell’operazione. Dettori ha insistito sull’apporto essenziale dato all’indagine dalle intercettazioni telefoniche, il cui uso è oggi pesantemente contestato (come accade, tipicamente, quando si vanno a toccare personaggi potenti ed altolocati) dopo gli ultimi scandali. Le intercettazioni sono state comunque corroborate da indagini più tradizionali, come appostamenti, pedinamenti e sequestri di stupefacenti. Come spiega Dettori, l’operazione ha preso il via dalle ammmissioni di uno dei ben dodici corrieri bloccati fra il gennaio 2004 e le ultime settimane all’arrivo a Malpensa; un’altra componente è stata l’attenzione posta alla figura del principale fra gli arrestati, Vito Ruggero detto "Tony": appariva sospetto che, appena uscito di cella, avesse investito ben 120.000 euro per aprire a Carate Brianza un’agenzia di viaggi intestata alla sorella, poi usata fra l’altro anche a copertura dei traffici. "Tony" gestiva il giro, facendosi inviare le partite di droga dalla Bolivia, ad un costo in origine di 33.000 euro al chilo, poi "recuperato" con la pratica del taglio dello stupefacente. I corrieri venivano pagati 2-3000 euro a viaggio per portare quantità sui 6-8000 grammi di coca; più consistenti i premi-viaggio del catalano Dalmau, un "corriere professionista" che riceveva anche 6000 euro per ogni viaggio, portando con sè dalla Spagna a Milano fino a 10 chili di polvere bianca per volta. La banda, nata a fine 2003, ha visto come detto ben dodici dei suoi corrieri via aereo intercettati dalla GdF e dalle autorità doganali a Malpensa fin dal gennaio 2004, a riprova della crescente efficienza della repressione del traffico. Il colonnello Ravaioli ha inoltre lodato l’abnegazione dei suoi uomini che, subito prima di intraprendere questa operazione, avevano sequestrato sette chili di coca nell’ambito di un’altra indagine, tuttora in corso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2006
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