Diventare grandi con un gesto d’amore

I ragazzi delle quinte elementari A e B delle scuole Crespi portano un contibuto al Comitato di Tutela del Bambino in Ospedale, andando a trovare i coetanei meno fortunati

Una mattinata diversa, nel segno della solidarietà: è quella trascorsa dai ragazzi delle classi quinte, sezioni, A e B, delle scuole elemntari Crespi di Busto Arsizio. In mattinata gli alunni, che quest’anno lasciano la scuola primaria per affrontare il nuovo impegno delle medie inferiori, un rito di passaggio che segna l’ingresso nella lunga fase dell’adolescenza, sono andati a trovare i loro coetanei ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale cittadino. Le quinte hanno portato un contributo in denaro – l’entità non conta, conta il gesto – al Comitato di Tutela del Bambino in Ospedale, che dal 1992 si impegna per creare un ambiente più umano e accogliente nei reparti.

Oltre a ragazzi, insegnanti e genitori, erano presenti Emanuela Crivellaro, tra le fondatrici del CTBO, il primario Roberto Giorgetti ed il direttore medico dell’ospedale di Busto Giuseppe Brazzoli. Una piccola festa si è tenuta nella sala giochi del reparto, creata in base alle indicazioni del Comitato, che ne ha anche acquistato gli arredi. L’intero reparto è decorato con disegni, le pareti dipinte (grazie anche alla collaborazione dei ragazzi del Liceo Artistico): siamo a mille miglia dal tradizionale squallore imposto nel nome di un’igiene che è comunque garantita e scupolosa, come deve essere. "In quarant’anni non ho mai visto un’iniziativa così bella e spontanea che venisse dai bambini stessi a favore dei loro coetanei malati" sottolinea il dottor Giorgetti, ricordando come uno dei compiti principali in pediatria sia quello di combattere la paura che i bambini provano nei confronti dell’istituzione sanitaria, delle cure mediche, della separazione dai genitori, dalla casa, dalla scuola, dalla routine quotidiana. "Come vedete l’ospedale non è un posto dove si fanno cose strane, pericolose e che fanno paura" fa eco Brazzoli, rivolto ai ragazzini fattisi generosi donatori per i loro coetanei più sfortunati.

Come spiega Emanuela Crivellaro, il Comitato Tutela del Bambino in Ospedale nacque nel 1992 a Varese da un’idea di cinque mamme, e nel tempo è giunto a contare ben oltre 300 volontari: è attivo nelle pediatrie di Varese, Busto, Cittiglio, Tradate, Saronno (a Gallarate opera a sua volta un’altra associazione, con esiti non meno lodevoli). "Siamo attivi sempre, sabati, domeniche, festività: qui a Busto, dove siamo presenti dal 1996, abbiamo approntato questa sala giochi con giocattoli, computer, strumenti per disegnare, e abbiamo fatto ridipingere le pareti a colori vivaci e disegni – non senza incontrare iniziali forti resistenze e incomprensioni. Ora, però, si comincia a capire che non solo i bambini hanno bisogno di un ambiente accogliente e familiare in cui vivere il tempo della malattia. tempof a abbiamo introdotto anche la pet therapy: una volta la settimana i piccoli ricoverati possono incontrare dei cani da compagnia che portiamo qui, e anche questo li aiuta ed essere meno soli, a non vivere l’ospedale solo come luogo di paura e dolore". Anche Francesca Indraccolo, addetta stampa dell’ospedale, sottolinea il caratterale integrale e minuzioso delle misure prese per "umanizzare" l’ambiente della pediatria: "persino il bagno, che è stato rifatto di recente, è ora a misura di bambino, colorato, giocoso, non più semplicemente asettico". Intanto, per i bambini, è già momento di festa e di merenda, con i dolcetti preparati dagli stessi bambini ricoverati con le volontarie del Comitato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 giugno 2006
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