“Guardare al proprio pozzo non serve a nulla”

Ambrogio Nicora capogruppo della minoranza consiliare analizza la situazione della crisi idrica

«Quando c’è un’emergenza come quella che stiamo attraversando, non esiste un’opposizione ma una minoranza». Ambrogio Nicora, ex candidato sindaco di Azzate, ragiona da scienziato. Il retaggio di una vita da ingegnere e dirigente di azienda gli hanno insegnato che i problemi hanno bisogno di risposte vere e non demagogiche. «Questa emergenza per Azzate – spiega Nicora -, ma come per tutte le altre realtà provinciali in crisi idrica, ha delle ragioni sociali, economiche e demografiche. Ovvero: si consuma quasi il doppio di acqua rispetto a dieci anni fa, sono aumentate le aeree edificate, ci sono meno boschi e più giardini, che vanno bagnati. E quindi l’acqua non basta».

Il territorio di Azzate produce circa 9 litri di acqua al secondo ma ne ha bisogno di almeno 25. I litri mancanti all’appello sono sempre stati integrati dall’esterno: «La popolazione è aumentata da 3800 a 4200 persone e questo è già un primo problema perché la richiesta pro capite, come dicevo è aumentata. In questi anni la gestione è passata all’Aspem che ha cercato di soddisafre il fabbisogno della popolazione. Credo che non sia corretto cercare responsabilità in questo momento, sia nei confronti della passata che dell’attuale amministrazione. Se c’è un’emergenza vanno date delle risposte che pesino il meno possibile sulla cittadinanza e siano adeguate alla situazione».

Una delle polemiche riguardava il fatto che alcune frazioni e zone periferiche del paese, come Vegonno o San Quirico, hanno sofferto molto di più rispetto al centro città dove invece l’acqua arrivava: «Noi, in qualità di capogruppi, siamo stati convocati dall’attuale sindaco il giorno 13 per fare il punto della situazione. In oltre un’ora di confronto non ci sono stati motivi di polemica. Io dico che in queste situazioni guardare al proprio pozzo non serve a nulla. Come minoranza mi attiverò in consiglio comunale  affinché si facciano investimenti per fare divenatre le aree del paese più omogenee per quanto rigiarda la distribuzione. I serbatoi vanno sistemati nei punti della città in modo che possano garantire il servizio a tutti. Ma la sfida più affascinante è la formazione: la gente deve capire che l’acqua è un bene così prezioso e importante che non bisogna sprecarne nemmno una goccia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 giugno 2006
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