Imprenditori metalmeccanici Api affrontano il mondo che cambia

un documento varesino sull'argomento discusso in una giunta nazionale convocata a Varese

Gli imprenditori metalmeccanici cercano soluzioni per affrontare un mercato del lavoro che cambia. E se lo fanno loro, i rappresentanti di un settore considerato decisamente maturo in un contesto dove le relazioni tra lavoratori e aziende hanno più di cent’anni, dev’essere vero, che l’economia sta cambiando profondamente.

 «Unionmeccanica nazionale si muove nell’ottica di nuovo approccio delle relazioni industriali. Il messaggio “Imprenditore contro lavoratore” è un messaggio sbagliato che arriva alla società civile e soprattutto ai giovani». Così si esprime Ida Vana, Presidente nazionale di Unionmeccanica, che era quest’oggi a Varese con la giunta di Unionmeccanica nazionale. Alla giunta nazionale i colleghi varesini, capitanati da Candido Manzoni, hanno presentato un documento, che prevede proposte particolari, come una sperimentazione di progetto nelle aree di confine (Como, varese, Lecco Valdossola) con detassabilità degli straordinari, flessibilità sugli orari di lavoro e flessibilità in uscita.

«La vera scommessa se si vuole pensare di cambiare qualche cosa è di lavorare sui territori – ha commentato Ida Vana – diversamente la rigidità dei diritti e doveri rischia di mandare in crisi i rapporti. Tanto per chiarire, la nostra rigidità ad intervenire sulla flessibilità in entrata è figlia delle rigidità che ci sono state poste sulla flessibilità in uscita. Le piccole imprese non hanno cassa integrazione né mobilità, e quando la prospettiva è così rigida in uscita il primo moto dell’imprenditore è utilizzare contratti che non impegnino a lungo termine».

La questione del contratto nazionale e il dibattito sulla legge 30 o legge Biagi stanno quindi arrivando a un punto dove le proposte si fanno concrete, volenti o nolenti, anche se all’Api sembrano ottimisti: «Dalle prime dichiarazioni del ministro Damiano si comprende che non si avranno stravolgimenti della legge trenta, ma verrà razionalizzata la marea di istituti contrattuali che non servono e su questo siamo d’accordo – continua Ida Vana –  Il  vero salto di qualità però è la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali».

La giunta nazionale Confapi ha discusso anche un’altra proposta varesina: quella di puntare sulla formazione degli studenti, e cambiare almeno di un po’ la percezione che i giovani hanno dell’industria metalmeccanica. « Per loro il successo finanza e immobiliaristi. In questo modo, l’industria manifatturiera perderà definitivamente l’appeal che una volta almeno aveva, seguendo modelli come quello di Borghi e del miracolo Italiano».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 giugno 2006
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