L’emergenza non è finita, da lunedì i primi lavori in Veddasca

I tecnici di Regione, Provincia e comunità montana si sono riuniti per fare il punto della situazione in Veddasca. Subito pronti 150 mila euro per emergenze ma ne servono più di un milione. Calebasso:«Chiederemo lo stato di calamità»

L’emergenza non è finita. Con queste parole i tecnici della Regione e della Provincia si sono riuniti nella sede della comunità montana Valle del Luinese oggi pomeriggio 27 giugno per discutere degli smottamenti avvenuti in seguito alle piogge di domenica notte in Val Veddasca colpendo le frazioni Armio, Biegno, Graglio e Lozzo. La quantità di pioggia caduta in sole quattro ore nella Val Veddasca è stata eccezionale, circa 200 milliletri all’ora, e ha causato, dopo mesi di siccità, il distaccamento di terra e massi. Non hanno dubbi Chiara Bossi, Massimo Barozzi e Domenico Nocerino sostenuti dal sindaco di Veddasca Roberto Calebasso che ha già annunciato l’avanzamento al Prefetto dello stato di calamità per la valle colpita dagli smottamenti. I tecnici hanno fatto il punto della situazione decidendo i punti sui quali intervenire con somma urgenza con competenza regionale, i lavori che spettano alla Provincia sulla strada di proprietà di Villa Recalcati e gli studi del territorio delegati alla comunità montana.

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«Già lunedì i mezzi saranno al lavoro per i lavori di presidio dell’abitato di Graglio – ha detto Chiara Bossi – per i quali si possono subito mettere in pista 100 mila euro». Questi primi soldi verranno utilizzati per la frazione che ha subito i maggiori danni per il ripristino di un tronco di fognatura divelto e la risistemazione dell’alveo intasato che passa propri tra le case. Altri 50 mila euro verranno messi a disposizione per lavori puntuali sugli altri alvei. In questo frangente la Provincia dovrà intervenire sui vari valleggi attraversati dalla strada provinciale 5 per liberarli prima di una nuova forte precipitazione. «Se non si interviene immediatamente in questi grangenti – ha detto ancora la Bossi – c’è il rischio che anche un temporale di minore intensità possa creare danni esponenzialmente superiori»

L’emergenza non è finità, dunque, e il pericolo di nuovi smottamenti è forte più di prima alla luce della nuova situazione idrogeologica venutasi a creare:«La nuova situazione del territorio – ha detto Nocerino – è precaria e cercherà un naturale assestamento imprevedibile e pericoloso per i centri abitati quindi bisogna intervenire in fretta». Dal canto suo la comunità montana, era presente il suo vice-presidente Ido Locatelli, avrà il compito di approntare uno studio idro-geologico che ridisegni il territorio e ne rilevi i punti critici in modo da preventivare un intervento complessivo che faccia evitare in futuro situazioni di questo tipo». Lo stesso sindaco Roberto Calebasso ha chiesto a tutti gli enti di collaborare in sinergia insieme al comune per non lasciare la valle in questa situazione:«Come comune non possiamo fare granchè – ha detto Calebasso – soldi non ce ne sono e per riportare la situazione in sicurezza serve più di un milione di euro per interventi che sono necessari e costosi. Chiederemo il riconoscimento dello stato di calamità al ministero».

Intanto la situazione in Alta Valle è migliorata e ora tutte le frane sono state rimosse. La via provinciale è accessibile fino ad Indemini anche se con qualche accortezza per la formazione di temporali anche nella giornata di oggi. Solo alcune vie agro-silvo-pastorali tra Veddasca e il Montevecchio risultano ancora dissestate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2006
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