La classe chiassosa apprende di meno

Uno studio condotto dall'equipe medica dell'audiovestibologia del Circolo dimostra il grado di rumore nelle classi di alcune elementari

Se c’è rumore non si riesce a sentire bene. Può sembrare la scoperta dell’acqua calda, eppure questa "ovvietà" è spesso dimenticata, soprattutto nelle scuole.
Lo ha dimostrato uno studio condotto dalla Fondazione Audiologica Varese onlus, in collaborazione con il CSA, studio realizzato dal dottor Sandro Burdo (foto), responsabile dell’unità di audiovestibologia del Circolo.

Per due volte, gli alunni di tre scuole di Varese sono stati sottoposti ad un test per capire il livello di rumorosità della loro classe: «Ci  siamo serviti di un "dosimetro", un piccolo computerino attaccato al grembiule dell’alunno, e di un fonometro – spiega il dottor Burdo – abbiamo rilevato che in molti casi il livello di chiasso è eccessivo e non consente una buona ricezione dei suoni. Il nostro studio, che potrebbe essere esteso anche ad altre scuole, serve agli insegnanti per avere il polso della situazione e capire se i bambini non riescono a sentire e quindi possono incontrare difficoltà di apprendimento».

L’equipe di audiovestibologia tra breve darà, all’ex Provveditore e alle scuole coinvolte, i risultati della ricerca che contengono anche alcuni consigli utili: innanzitutto evitare l’effetto riverbero, per cui è buona norma mettere le tende, collocare appendiabito con i cappotti all’interno delle classi, rivestire le pareti con disegni, poster, cartelloni a piacere, in questo modo il nudo muro non farà più da cassa di risonanza. Inoltre, può sembrare una regola banale ma è assolutamente efficace, evitare di alzare la voce per superare il livello del rumore presente: «È istintivo cercare di soverchiare le voci degli altri aumentando il proprio tono, ma così si peggiora la situazione – spiega il dottor Burdo – Le maestre dovrebbero sempre usare un tono medio, tendente al basso, in questo modo inducono i bambini a ridurre il proprio chiasso».

Tecnicamente, l’esperimento è stato condotto mettendo al grembiule di un alunno il micro sensore che ha rilevato il rumore proveniente da davanti, dal retro e dall’ambiente in generale: il picco di rumore del contesto o proveniente dalle spalle è sintomo di chiasso che disturba.

L’idea della ricerca è nata proprio all’equipe di audiovestibologia che sta già studiando gli effetti della rumorosità dell’ambiente sui propri pazienti. I risultati conseguiti hanno evidenziato anche che a volte, dietro difficoltà di apprendimento e di uso della parola in alcuni bambini, si celino delle difficoltà uditive sottovalutate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 giugno 2006
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