“La Croce rossa sfida la globalozzazione”

Oltre 5000 volontari di Croce Rossa, provenienti da ogni parte del mondo, aspetteranno l’accensione della fiaccola al memoriale di Solferino

Insieme ad oltre 5000 volontari, tra cui diversi varesini, la 14a edizione della Fiaccolata Internazionale da Solferino a Castiglione delle Stiviere, organizzata dal Comitato regionale della Croce Rossa Lombardia e dal Museo della Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere, vedrà la presenza del presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra. In occasione della riapertura del Museo di Croce Rossa di Campomorone (Ge), il presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra ha sottolineato il significato e l’importanza di una iniziativa come la fiaccolata da che si svolgerà sabato 24 giugno.
«Non è un caso che la Fiaccolata da Solferino a Castiglione sia un’idea nata dalla base della Croce Rossa, dalla comunità. La Croce Rossa assolve i suoi compiti proprio perché è la comunità che si fa Croce Rossa. E così anche l’idea della fiaccolata, che vuol essere un ricordo sui luoghi di Henry Dunant, dove è nata l’idea di Croce Rossa, non poteva che nascere dalla base, non è un caso».

Quella che si svolgerà sabato prossimo per la 14a volta è un modo per ricordare le nostre radici profonde. Un modo per ricordare il suo fondatore, la sua idea visionaria, la sua idea folle. Solo un’idea folle poteva pensare ad un modo per rendere meno disumana la guerra. Un ricordo delle origini di cui tutti noi siamo gelosi e custodi. La fiaccolata è anche un modo per indicare la strada ai giovani per essere consapevoli e fieri di far parte della Croce Rossa. Questo vale anche per i responsabili ad ogni livello. Un altro punto importante è la comunicazione. «Un grande presidente generale come Quadroni diceva che noi abbiamo il complesso delle formichine, di fare le cose ma di farle in segreto. Di fronte alle grandi sfide della globalizzazione e della mediatizzazione la Croce Rossa deve essere più aggressiva. Non per vana gloria ma perché il fatto di apparire rassicura la gente. Di fronte alle offese quotidiane alla dignità dell’uomo uno dei pochi antidoti è rappresentato dal nostro emblema e dal far sapere che migliaia di persone senza discriminazioni, senza distinzioni di classe, uniti in una associazione , portano avanti principi fondamentali assistendo le vittime e tutte le persone più facilmente vulnerabili. La gente identifica la Croce Rossa con l’ambulanza. Dobbiamo far sapere che le diverse componenti sanno e devono fare anche altro. Dobbiamo conservare la tradizione ed il carisma del servizio sulle ambulanze senza escludere tutti gli altri modi e le emergenze in cui la Croce Rossa deve essere un punto di riferimento per la popolazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 giugno 2006
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