La Varese turistica si mette alla prova con la settimana liturgica nazionale

E' uno dei più importanti eventi della Chiesa italiana, giunto alla 57esima edizione, quest'anno con sede a Varese. Ma è anche un banco di prova per la città, con i suoi 1500 congressisti attesi

Sono previsti fino a 1500 congressisti per un totale – compresa l’organizzazione – di 1800 camere e circa 5000 pranzi serviti, con una media stimata in entrata di oltre 800mila euro. Sarà anche la Settimana Liturgica Nazionale, quella che si svolgerà a Varese dal 21 al 25 agosto, ma è innanzitutto uno dei primi veri eventi congressuali a livello nazionale che Varese si sta preparando ad accogliere. Si tratta di un evento consolidato nella Chiesa italiana, arrivato alla 57esima edizione, organizzato ogni anno in un luogo diverso della penisola  e quest’anno approdato qui, nel decanato varesino della diocesi di Milano. Una settimana di incontri che prevede la presenza di 24 cardinali e anche di relatori che appassionano giovani e meno giovani, come il priore della comunità di Bose Enzo Bianchi o monsignor Bruno Maggioni.

E che rappresenta forse il primo vero sforzo di accoglienza che “Varese città turistica” è chiamato a fare nel centro della città, visto che la maggior parte degli incontri si svolgerà tra il teatro Apollonio e la basilica di San Vittore, appositamente attrezzata con una tenso struttura aggiuntiva all’esterno. E qui non si tratta solo di blindatissimi ministri ma di persone che si muoveranno nel nostro centro città, faranno qualche puntatina al Sacro Monte o a santa caterina del sasso o alla collegiata di Castiglione. E magari si domanderanno cosa portare a casa come ricordo, oltre alla solita foto.  E di cui le istituzioni sembrano cominciare a essersi rese conto.

«Questo è il primo evento di importanza nazionale nella mia veste di sindaco – ha sottolineato Attilio Fontana – Un invito che ho raccolto quando ero lontano mille miglia all’idea di diventare sindaco di Varese. Qualcosa che potrà arricchire la città dal punto di vista culturale e spirituale, e anche un primo banco di prova della nostra capacità ricettiva, prima dei mondiali di ciclismo».

«un modo oltre che di mostrare una doverosa attenzione per ciò che la società religiosa propone, anche per mostrare le nostre bellezze, che richiamano un antico patrimonio culturale e religioso» rincara l’assessore provinciale Carlo Baroni. «Uno degli eventi che il Convention Bureau sta realizzando nell’ordine della promozione del turismo congressuale della provincia» chiosa Anna Deligios, rappresentante della Camera di Commercio varesina.

Insomma per i varesini sarà innanzitutto una “prova tecnica di accoglienza turistica” quello che a livello nazionale rappresenta un caposaldo della nuova chiesa Italiana, il congresso che «ha indotto il Concilio Vaticano secondo a  introdurre innovazioni alla liturgia che andassero incontro alla realtà delle persone» come ha spiegato monsignor Alfredo di Stefano, segretario nazionale del centro di Azione Liturgica. Che per un cattolico praticante non è poco: ha significato cioè passare dal latino alla lingua madre – e poi a fare aggiustamenti alla lingua corrente – nelle celebrazioni,  ha avvicinato i fedeli ai canti, è stato quindi protagonista dei cambiamenti nella chiesa cattolica che sono visibili a tutti, anche a coloro che in chiesa ci vanno perché si sposa l’amico.

Niente di rinchiuso tra le parole di pochi dotti e molto più chiesa viva di quel che sembra, se non addirittura di cultura nazionale: «Non è una settimana per addetti ai lavori: è un dono per tutti, che incrocia la bellezza della testimonianza nel mondo – ha precisato monsignor Luigi Stucchi, che presiede la commissione diocesana per la settimana liturgica – E un avvenimento che incrocia uno dei temi più delicati nella Chiesa».

A cui, ora, tutti si stanno preparando «con gratitudine», come ha segnalato monsignor Peppino Maffi.
Per informazioni, programma e iscrizioni: http://www.basvit.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2006
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