“Liberiamo l’impresa e facciamola crescere”

Assemblea annuale Confartigianato: a Roma 50 imprenditori varesini. Intervista a Giorgio Merletti, Presidente dell’Associazione Artigiani di Varese e di Confartigianato Lombardia

Ad accompagnare e sostenere il loro Presidente Giorgio Merletti a Roma in occasione dell’Assemblea nazionale di Confartigianato c’erano 50 imprenditori varesini.
Giorgio Merletti, Presidente dell’Associazione Artigiani di Varese e di Confartigianato Lombardia, Vice Presidente di Artigiancassa e componente della Giunta nazionale di Confartigianato lavora fianco a fianco con il Presidente nazionale Giorgio Gurrrini e la sua squadra (nella foto Merletti stringe la mano a Guerrini). All’Assemblea nazionale è stato detto tutto quello che occorre per rilanciare l’economia passando necessariamente attraverso la “liberazione dell’impresa”.

Il “Rapporto sulla libertà d’impresa” sembra un bollettino di guerra. E’ possibile che oggi in Italia sia così difficile fare impresa?
I costi massimi d’Europa per avviare un’impresa, il fisco più vorace, la spesa più alta per gestire la burocrazia e per acquistare energia elettrica. E poi le firme infinite, la montagna di documenti da presentare, una manciata di record negativi che frenano la competitività delle imprese. Per questi freni l’Italia è al 67° posto nella graduatoria dei costi per l’avvio di un’impresa. Chiediamo di liberarla, di lasciarla fare, creare, costruire senza soffocarla. Così si soffoca l’Italia. 

La vostra prima preoccupazione nell’Assemblea nazionale è l’intervento sul cuneo fiscale. "Deve essere selettivo, ma con un occhio a tutte le categorie produttive": cosa intendete?

Noi diciamo che il beneficio del cuneo fiscale, di cui le imprese sentono bisogno, deve avere la caratteristica di non discriminare le imprese, né in ordine alla consistenza della loro base lavorativa, né in ordine alle tipologie. La riduzione non deve premiare chi fa innovazione ed export solo sulla carta e discriminare chi ha meno di 20 dipendenti. Al danno poi si aggiungerebbe la beffa se si finanziasse il taglio del cuneo con l’aumento dei contributi ai piccoli imprenditori. 

Da tempo sostenete che la riduzione del costo del lavoro si può fare cominciando ad abbassare le tariffe Inail…
Quella delle tariffe Inail è una battaglia che noi qui in Lombardia e nel nostro territorio sentiamo con particoaler urgenza: gli infortuni sul lavoro sono molto diminuiti e di conseguenza deve esserlio anche il premio. Versato dalla nostra categoria. E’ come se un automobilista pagasse sempre lo stesso premio all’assicurazione pur non avendo fatto e subito incidenti.
Il “nostro” ex Ministro Maroni, anche pochi mesi fa qui a Varese, durante l’inaugurazione della nostra rinnovata sede, era stato positivo. L’occhio adesso è ai contenuti del Dpef. Mancherebbe ad oggi solo il provvedimento dei Ministeri del Lavoro e delle Finanze e il costo del lavoro scenderebbe dello 0,6%.

Un altro argomento, molto delicato, affrontato all’Assemblea è stato quello della concertazione. Un argomento critico?
Il nuovo Governo sta facendo della concertazione un cavallo di battaglia, ma se la concertazione si deve fare allora tutti gli attori in gioco devono avere voce in capitolo. Non ci stiamo alla “concertazione strabica”. Confartigianato rappresenta il 27% del Pil e il 16% dell’export. Dal 2002 al 2004 7 posti di lavoro su 10 sono stati creati da piccole imprese. Non accetteremo di avvallare le decisioni di altri. Tantomeno di essere discriminati a favore dei soliti noti.

Ci sono “due Italie”, una che corre e una che frena. Cosa intendete?
C’è un’Italia che corre, che compete e che rischia. E c’è un’Italia che vive al riparo dalla concorrenza e vive sulle spalle degli altri.
Il nostro sistema economico subisce quella che abbiamo definito “tassa da scarsa concorrenza” e che incombe sulle nostre imprese con maggiori costi per 7,8 miliardi di euro all’anno. Ciò è anche il risultato delle condizioni di scarsa concorrenza, o in alcuni casi addirittura di monopolio, in cui operano banche, assicurazioni, utilities, produttori di energia, trasporti. Chiediamo che a questa nostra denuncia il Governo raddoppi gli sforzi per completare e qualificare il processo di trasformazione del nostro Paese e dell’economia in senso più libero ed europeo.

Quali sono le proposte da attuare subito per liberare le energie delle imprese?
Abbiamo concluso l’Assemblea chiedendo a chi ha responsabilità di governo di aiutare le imprese a liberare le grandi energie che hanno. Abbiamo dimostrato in tempi difficili, e complessi, sappiamo tenere il passo e creare un tessuto produttivo vivace e innovativo. La ricetta per favorirne la competitività è abbastanza semplice: bisogna diminuire i carichi fiscali, bisogna diminuire la burocrazia, facilitare l’accesso ai fattori della competitività, formazione, innovazione tecnologica, ricerca. E poi in ultimo, ma per me, come vice Presidente di Artigiancassa, anche il primo occorre favorire un accesso al credito che non sia una “corsa ad ostacoli” per il piccolo imprenditore Se riusciremo a dare questi segnali di positività credo che riusciremo, finalmente, ad agganciare la ripresa."

Presidente Merletti, il territorio e la Lombardia sono, grazie a lei, ben rappresentate nel sistema Confartigianato. Quali sono le sue priorità?

Quelle che portiamo avanti a livello nazionale sono anche le priorità dei nostri imprenditori: Ma ho un tarlo: il problema del credito. Sono deciso a non dare tregua alla Regione finchè si arrivi a un accordo sulle modalità di sostegno nell’ambito della nuova regolamentazione per il sostegno dei consorzi fidi. Il nostro, Artigianfidi Varese, rappresenta uno dei vertici e sostiene la competitività delle imprese del Nord Ovest. Non sono disposto ad accettare che questo ruolo, come quello di tutti i consorzi fidi, possa essere ridotto o sacrificato.

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2006
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