Lipu e Legambiente: “Eco-scempio al Lago di Varese”

Gli ambientalisti lamentano il mancato rispetto delle norme comunitarie a protezione del lago. Nel mirino la variante della pista ciclabile autorizzata dal Comune

“Il comune di Varese è responsabile di gravi violazioni alle direttive comunitarie che proteggono il lago di Varese” sostengono Lipu e Legambiente. Oggetto della denuncia è la variante a “U” della pista ciclabile, realizzata in questi mesi vicino all’edificazione di un grosso autogrill nella zona ora occupata dal distributore GPL. “La concessione edilizia è stata fornita dal Comune senza la preventiva valutazione di incidenza ambientale richiesta per le zone a protezione speciale” fa sapere Alberto Minazzi di Legambiente. E poi spiega:
“Nel giugno del 2005, il Lago di Varese è entrato a far parte di Rete natura 2000 ottenendo la designazione di ZPS (Zona di protezione Speciale) ai sensi della direttiva comunitaria “Uccelli”. Ciò significa che la biodiversità dello specchio del Lago è oggi tutelata da rigide norme a livello comunitario. Alcune di queste, ad esempio, richiedono una valutazione di impatto ambientale preventiva per qualsiasi intervento edilizio o infrastrutturale.

“Ciò non è avvenuto per la variante alla pista ciclabile – ribadisce Massimo Sodarini della Lipu -. Abbiamo pertanto deciso di fare una segnalazione al corpo forestale dello Stato, che ha bloccato l’opera denunciando i suoi esecutori alla procura della Repubblica”. Oltre alla valutazione d’impatto ambientale, Lipu e Legambiente avrebbero riscontrato la violazione delle leggi regionali 27 e 33 in materia di trasformazione ambientale e la mancata concessione dell’autorizzazione paesaggistica. “E’ stato abbattuto un bosco di Ontani neri, considerato habitat protetto dalle normative comunitarie – spiega il responsabile nazionale Lipu -. La pista è inoltre più alta di quanto previsto da regolamento ed una gran quantità di terra è stata trasferita”

 

Gli ecologisti hanno anche fatto una segnalazione alla direzione ambiente della Commissione Europea. “Proprio ieri ci è arrivata la loro risposta – fa sapere Sodarini -. Ci hanno comunicato l’apertura di una pratica basata sulle nostre denunce”. Qualora fosse avviato il procedimento, le istituzioni ai diversi livelli rischierebbero multe salatissime.
“Per noi è prioritario opporci da subito a questi abusi – commenta Minazzi -.Questo è solo uno dei tanti episodi che testimoniano l’atteggiamento superficiale tenuto in questi anni da alcuni comuni della zona del lago” denuncia. Tanti sono i fronti su cui si stanno muovendo le associazioni ambientaliste. “Diversi piani regolatori comunali, strutture alberghiere e sportive non hanno rispettato le direttive comunitarie – osservano i delegati Lipu – per non parlare della decisione di realizzare l’Insubria Air Show in pieno periodo di nidificazione delle specie protette”.

Agli ambientalisti desta particolari preoccupazioni il progetto presentato, sempre dal Comune di Varese, per la realizzazione di un porto turistico per 75 posti barca nella zona di Capolago. “L’impatto che una tale opera potrebbe avere sul fragile equilibrio ecologico del lago è devastante – commenta Minazzi–. Oltre 3000 mq di bosco sarebbero distrutti ed enormi plinti di cemento verrebbero utilizzati per ancorare il pontile al fondo” spiega il presidente di Legambiente Varese. “Noi, insieme ad altre associazioni di area ambientalista, abbiamo chiesto un incontro con Fontana e la nuova giunta della città – fa sapere – perché siamo preoccupati da queste forme di sfruttamento del Lago”. E poi precisa: “Non siamo contrari in linea di principio al turismo, ma questo non deve basarsi sul consumo del territorio quanto sul rispetto della sua biodiversità”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2006
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