Malpensa, la nuova frontiera della speranza

Secondo dati forniti dalla Caritas, nell'aeroporto internazionale arrivano fino a cento richiedenti asilo al mese

In occasione della “Giornata Internazionale del Rifugiato” il “Sistema caritas” – rete che comprende la cooperativa sociale “Le Querce di Mamre”, la CaritasVaresina, il Consorzio “Farsi Prossimo” e la CaritasAmbrosiana – ha fatto il punto della situazione sui servizi di accoglienza in provincia di Varese. La rete si occupa infatti di servizi di orientamento, accoglienza, tutela ed avvio all’integrazione per richiedenti asilo e rifugiati, in maniera diretta oppure in collaborazione con istituzioni ed enti locali.

La Caritas pone l’accento soprattutto sull’aeroporto internazionale di Malpensa, che sta diventando una frontiera sempre più rilevante nel panorama nazionale. Ai 400 arrivi mediamente registrati dal 2001 ad oggi, il primo trimestre 2006 risponde con il superamento di quota 500 utenti prima della chiusura del primo semestre, che potrebbe assestare il dato annuo intorno a quota 1000. Quella che nei primi tre mesi dell’anno è stata indicata come una emergenza, ancorché evitabile, dovuta alla mancanza di risorse di pronta accoglienza per le persone giunte a Malpensa e ammesse come richiedenti asilo sul territorio al ritmo di 100 al mese, ha trovato una soluzione anche grazie alla sinergia tra le istituzioni locali (Prefettura in primis) ed il sistema Caritas, che ha messo a disposizione posti di accoglienza nel territorio. Ad oggi, 34 dei 58 posti complessivi di pronta accoglienza garantiti sul territorio provinciale dalle convenzioni con la Prefettura sono in mano ad espressioni Caritas. Tuttavia restano ancora da migliorare numerosi aspetti in merito alla tutela, specie da parte delle istituzioni statali, il che induce la Caritas a richiedere ai nuovi assetti ministeriali una razionalizzazione ed un potenziamento delle risorse di Prefettura e Questura di Varese, senza le quali il sistema di pronta accoglienza rischierebbe di fallire ancora prima di fine anno. In ogni caso, il ruolo di raccordo e sensibilizzazione svolto lo scorso anno dalla provincia di Varese ha portato da quattro a sette i Comuni presenti nella rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) provinciale.

In definitiva, il sistema Caritas – sommato alle attività dei Centri di Ascolto parrocchiali – è oggi in grado di assorbire, nella fase di pronta accoglienza, oltre il 60% delle persone in arrivo e, nella fase successiva, almeno il 25% dei richiedenti asilo a Malpensa,  che vengono inviati sul territorio locale, accompagnandoli successivamente fino alla definitiva integrazione sul territorio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 giugno 2006
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