Molinari: “Non ascolto le sirene estetiche”

Una risposta del leader della Margherita al Post it di Del Frate

Caro Claudio,

leggo, come sempre a dire il vero, il tuo odierno Post-it e, permettimi la battuta, rimango perplesso.

Pensavo che un certo modo di vedere la politica appartenesse soltanto a quel “progressismo champagne” che vede soltanto nella “novità” e solo in quella la soluzione dei mali della politica nostrana, ma mai mi sarei aspettato di annoverarti a questa schiera.

Trovo abbastanza banale che oggi l’unico modo con cui si vuole affrontare le ragioni di una sconfitta, perché noi a Varese abbiamo perso le elezioni amministrative e le abbiamo perse sonoramente, sia quello del gruppo unico – Ds più Margherita – a Palazzo Estense. Trovo anche figlio di un certo pensiero debole – politicamente parlando – che tutto il dibattito debba fermarsi sulle ragioni del si o del no a questa proposta.

Personalmente, io che mi considero un politico d’antan – cresciuto alla scuola della sinistra sociale D.C., quella di Donat Cattin per intenderci – sono stato “politicamente” educato a sfuggire alle “sirene estetiche” e a cercare di far emergere le ragioni e i perché delle scelte, a pensare che i contenuti siano prima dei contenitori, e che le organizzazioni che anticipano il pensiero politico sono devastanti e senza futuro.

Detto questo io mi ritengo impegnato a capire le ragioni profonde del perché il centro-sinistra non raggiunge più l’elettorato varesino, del perché non siamo in grado di cogliere gli umori dei nostri concittadini e del perché non riusciamo ad essere credibili con una proposta di governo per la città.

Altri vedo che preferiscono affrontare la questione solo dal punto di vista “estetico” e cioè “cambiare l’etichetta” con cui ci presentiamo pensando che il problema sia tutto lì. Consentimi di ribadire un pensiero che, forse, ti ho già molte volte illustrato. Non intendo partecipare ad un progetto che assomiglia molto alla “grande sinistra” e nulla ha che vedere con le ragioni che ci devono spingere a “costruire” qualcosa di nuovo e diverso: il “partito democratico”.

Un ultima battuta. Mi sarei aspettato che la richiesta di “esame di coscienza” rivolto al centro-sinistra coinvolgesse anche coloro che, quattro anni fa, volevano a tutti i costi candidare il nuovo assessore alla cultura di Gallarate, Raimondo Fassa. Tu che hai seguito i consigli comunali in questi anni e hai condiviso con me alcune valutazioni dovresti gettare un piccolo sasso nello stagno paludoso di coloro che amano “dimenticare” e chiedere le ragioni, troppo facili, del loro silenzio. Ma tant’è, converrai con me, che mettersi in gioco non è da tutti.

 

Roberto Molinari già Presidente Margherita  Varese  

L’elettorato del centro sinistra è variopinto e vivace ed è fatto di tante voci. In un coro spesso così chiassoso, tuttavia, mi sembra – e non solo a me, in verità – di scorgere una nota ben distinta: e cioè che il gruppo dirigente dia prova di coesione, che tenti di dare un respiro unico alle grandi istanze che vengono da quanti non si riconoscono nel centrodestra. Molto di più, insomma, di un semplice “vezzo estetico” o di un “pensiero debole”. Sarebbe al contrario un segnale di fiducia degli eletti verso gli elettori e Dio sa di quanto ne abbiamo bisogno. Per il resto non precipitiamo gli eventi: in fondo il post it aveva per titolo “Tanto per cominciare”… (C.D.F.)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2006
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