Moschea: “Il Comune non rispetta l’ordinanza del Tar”

L'avvocato degli islamici, Bruna Tatiana Ruperto, annuncia nuovi passi legali per tutelare gli interessi della comunità

Ancora muro contro muro sul piano legale tra amministrazione comunale di Gallarate e comunità islamica. La nuova ordinanza firmata dal sindaco Nicola Mucci, secondo l’avvocato dei musulmani, Bruna Tatiana Ruperto, non soddisfa quanto dettato dalla sospensiva del Tar della Lombardia: «Non hanno tolto dall’ordinanza il termine sine die della chiusura del capannone di via Varese, di proprietà della comunità islamica – spiega il legale -. Hanno interpretato a loro modo la sospensiva del Tar, non solo non togliendo il termine, ma anche ponendo una condizione che non ha nulla a che fare con la limitazione della proprietà privata che il Tar stesso ha individuato. Infatti nell’ordinanza firmata dal primo cittadino viene specificato che i locali di via Varese rimarranno chiusi fino a quando la comunità islamica non darà prova di essere entrata in possesso di un altro stabile da adibire a centro culturale islamico che rispetti tutti i criteri stabiliti. Inoltre è scritto che nel medio termine nel centro possono continuare i lavori solo sotto stretta sorveglianza della polizia locale, che toglierà e metterà i sigilli, ma questo non va ancora una volta nella direzione stabilita dal Tar, dato che il locale è degli islamici che possono usufruirne nella maniera che ritengono più consona nel rispetto delle leggi: quei sigilli vanno tolti».

Per tutelare gli interessi dei musulmani gallaratesi la Ruperto ha depositato un’integrazione all’esposto presentato al Tribunale penale di Busto Arsizio e sta preparando un atto con motivi aggiuntivi da depositare al Tar della Lombardia per far eseguire l’ordinanza cautelare stabilita dalla sospensiva dello stesso Tar: «Mi riservo di compiere altri passi – continua la Ruperto -. L’arroganza delle autorità ha raggiunto livelli insopportabili e anche il Prefetto sembra che abbia le mani legate, dato che non interviene nella questione da tempo e dopo la nuova ordinanza, sebbene io abbia cercato un contatto con Villa Recalcati, non ho ricevuto telefonate nè sollecitazioni». Gli islamici hanno intanto annunciato di voler marciare da Gallarate a Varese, passando dall’autostrada per arrivare in Prefettura: in queste ore è attesa una risposta delle autorità, che comunque non dovrebbero autorizzare la manifestazione: «Se qualcuno interviene e ci sarà un segnale di apertura – conclude la Ruperto – potrebbero tornare sui propri passi, ma il dialogo a questo punto è impossibile».     

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 giugno 2006
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