Mucci ha giurato, Lozito presidente del consiglio

In aula anche i portavoce della comunità islamica. Espletate le pratiche istituzionali, con l'ufficializzazione dei consiglieri e degli assessori

Mucci ha giurato davanti al consiglio comunale, Lozito è stato nominato presidente del consesso cittadino. Questi i due atti principali della prima del consiglio comunale di Gallarate. Nessuna sorpresa, soprattutto per quanto riguarda l’elezione di Lozito, tant’è che il video che campeggia sopra le teste di sindaco e assessori ancor prima dell’inizio delle votazioni segnalava il capogruppo di Dc/Psi come presidente. Tutti, maggioranza e opposizione, hanno ringraziato il vecchio presidente Pietro Agostinelli, che per 5 anni ha guidato con pugno di ferro e inflessibilità l’assemblea gallaratese.

Sono stati anche nominati i capigruppo: Roberto Delodovici per Forza Italia, Giuseppe De Bernardi Martignoni per An, Matteo Ciampoli per la Lega Nord, Donato Lozito per Dc/Psi, Quintino Magarò per il gruppo misto, Laura Floris per i Socialisti Radicali, Pierluigi Galli per i Ds, Stefano Rizzi per Rifondazione Comunista e Angelo Senaldi per la Margherita.

Galli non ha perso occasione per esprimere perplessità per il doppio ruolo di Lozito, che dovrà essere super partes come presidente del consiglio, ma contemporaneamente ricoprire il ruolo di capogruppo Dc/Psi. I dubbi sono stati fugati dallo stesso Lozito, che ha assicurato imparzialità e correttezza per maggioranza e opposizione. Vice vicario è stato eletto Giacomo Peroni, vice supplente Maria Laura Floris.

Al giuramento del sindaco Nicola Mucci si sono alternati applausi della folla accorsa per questo primo consiglio comunale e fischi di chi ha voluto esprimere dissenso pur non sedendo tra i banchi dell’opposizione. Particolare perplessità in parte del pubblico ha suscitato il passaggio che ha richiamato le radici cristiane di Gallarate e l’invocazione all’aiuto di Dio e degli uomini che ha chiuso il discorso del primo cittadino. Mucci ha ricordato i punti che intende sviluppare: servizi sociali, famiglia, politica economica, urbanistica, riqualificazione dei quartieri, cultura. Un programma ampio, che nell’idea della maggioranza dovrebbe concludere il ciclo cominciato 5 anni fa con la prima elezione di Mucci a Palazzo Borghi. Qualche schermaglia tra Galli e Martignoni quando il primo ha criticato il numero elevato di assessori e il secondo ha risposto ricordando che a Roma l’Unione ha fatto anche peggio. Floris ha invece augurato buon lavoro alla giunta, che avrà il compito di sviluppare il nuovo piano urbanistico del territorio per dare un volto nuovo alla città, che, secondo l’unica consigliere donna di Gallarate, merita in futuro l’Università.

In sala, defilati, anche i due portavoce della comunità islamica gallaratese, Mohamed Ratchdi e Hamid Karthaoui, accompagnati dal legale Bruna Tatiana Ruperto. Domani è attesa la risposta dell’amministrazione alle richieste avanzata davanti al Prefetto per quanto riguarda il centro islamico. Il tema non è stato toccato in sala consiliare, ma le decisioni della giunta sono più che indiscrezioni: no al cambio di destinazione d’uso per il capannone di via Varese, possibile una soluzione ponte modificando le prescrizioni per l’utilizzo dello stabile di via degli Aceri. Certo è che i richiami alle radici cristiane come base per lo sviluppo della cultura a Gallarate sono un segnale inequivocabile. Chi ha orecchie per intendere, intenda.   

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 giugno 2006
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