Musica in Villa: un “concerto” lungo trent’anni

Il primo dei sette concerti è il 18 giugno. La manifestazione festeggia i suoi primi trent'anni con un cartellone d'eccezione

«Un bambino che reagiva da bambino nei confronti della musica. Era esibizionista fino al midollo e, come un bambino, cerca di piacere a tutti i costi». Il rapporto che Glenn Gould visse con Wolfgang Amadeus Mozart fu contrastante, contraddittorio e, in un certo senso, voyueristico.
Ma quando Gould suonava imponeva con determinazione le sue scelte: Mozart, allora, viene punito, stravolto, spogliato di quell’innocenza – trasformata in capriccio – che ritroviamo anche nelle sue opere più mature. Gould compie una sorta di “sacrilegio” (ma sa quando fermarsi); Diego Fasolis, alla testa dell’Orchestra da camera “Milano Classica” con Mario Carbotta nella veste di solista al flauto, si avvicinerà invece alle sue sinfonie (la n. 10 in sol maggiore KV 74 e la n. 41 in do maggiore – “Jupiter” – KV 551) ed ai suoi concerti (quello in sol maggiore KV 313 per flauto e orchestra) con temperamento del tutto diverso. Probabilmente raffinato ed elegante (ma non sofisticato) e senza nulla togliere alla disciplina di una musica che si deve suonare con il cervello lasciando però libero il cuore.

A Wolfy, in occasione del 250esimo anniversario della nascita, è dedicato il primo, il 18 giugno, dei sette appuntamenti (inizio alle ore 21; ingresso euro 12 e 8) che quest’anno compongono il cartellone di Musica in Villa, rassegna di “concerti estivi” (così piace definirla, a chi la pensa e a chi la segue, per la “leggerezza di spirito” che contraddistingue le serate) organizzata dal Comune e dalla Pro-Loco di Gazzada-Schianno con l’amministrazione di Villa Cagnola ed il patrocinio della Provincia di Varese. Musica in Villa , quindi, festeggia i suoi “primi” trent’anni con un botto inaugurale richiesto dall’etichetta – Fasolis è uno fra i pochi interpreti contemporanei, acclamati a livello mondiale, che sappia coniugare con tanta facilità la logica alla genialità – ma come da tradizione curiosità e malizia trasformano la manifestazione in una sorta di “parco giochi”. Come se nel bel mezzo di un giro sulla ruota del Prater di Vienna gli ingranaggi si bloccassero per concedere più tempo alla vista del panorama. E pensare che l’orizzonte possa arrivare sino a Berlino e Parigi, culle del cabaret e del teatro del Novecento. Patria, la prima, della Repubblica di Weimar; “covo”, la seconda, di alcuni fra i maggiori artisti “rinnegati” dal nazismo, Kurt Weill e Bertolt Brecht  compresi.

Da qui parte l’avventura, il 24, dell’ensemble l’Heure Bleu.
Un concerto dedicato al blu: colore, scriveva Baudelaire, "vasto come la notte e come la chiarità" e che, “in ricordo di una sera d’estate del 1911, ispirò a Monsieur Guerlain il suo profumo più famoso: “Heure Bleue”. Cabaret e teatro: quello di Weill e Brecht, tanto per gradire.
Sono passati quasi ottant’anni dalla composizione di Mahagonny. Non sono passati invano, perché ciò che resta oggi di Weill e Brecht è un messaggio che il mondo non dimentica: la psicosi delle guerre, la malvagità dell’uomo, il richiamo ad una fratellanza universale cementata dalla giustizia e dall’uguaglianza. Musica che maschera il dolore di ironia (Moritantemusik quartetto), che denuncia interrogando sé stessa, che incontra il jazz e i ritmi della strada nobilitando la povertà sociale degli uomini.
Ma poi c’è Friedrich Hollaender, che compone sì la colonna sonora per l’”Angelo Azzurro” di von Sternberg ma si impegna anche in operette, riviste, musical. Ci sono Fernay, Magre, Poulenc, Monnot, Edith Piaf (esistenzialista, proprio come Juliette Greco) e Kosma, ungherese d’adozione parigina dal 1933 e legato alla tradizione della canzone francese di Argon, Queneau, Prévert.
C’è Serge Gainsbourg, “mascalzone” che usa il jazz, la musica afro-cubana, la disco-music e il reggae, genere che lo porterà a comporre e registrare una versione de “La Marsigliese” con il gruppo di Bob Marley. Poeta “dell’ossessione erotica per la purezza e la morte”, sarà l’autore di “Je t’aime…moi non plus”, interpretata e registrata con Brigitte Bardot.
A tutti loro il soprano Lorna Windsor – accompagnata da fisarmonica, clarinetto, chitarra e contrabbasso (musicisti straordinari ed eclettici) – presterà quella voce che negli anni l’ha portata ad esibirsi, con grande successo, nei maggiori teatri d’Europa passando dal Settecento a Bernstein, da Berio a Henze.

E poi, il 2 luglio, ancora Mozart, ma questa volta i Quartetti e le Serenate. Tra il quartetto in sol maggiore KV 80 “Lodi” ed quintetto in sol maggiore – “Eine Kleine Nachtmusik” – in sol maggiore KV 525 spicca, nel repertorio del Quartetto Arion (che tanto deve, in fatto di preparazione, al Quartetto Amadeus), il grande sestetto concertante per due violini, due viole, violoncello concertante e contrabbasso trascritto, da mano anonima nel 1808, dalla Sinfonia KV 364.
Il 7 (il concerto è sponsorizzato dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate) si ritorna alla voce con i gospel e spiritual di Harold Bradley & Bronzeville American Gospel. Una presenza importante, quella di Bradley, nato a Chicago negli anni Trenta ma fondatore a Roma, nei Sessanta, di quel “Folkstudio” in cui si esibirono Bob Dylan, Peter Seeger e Steve Lacy. Un concerto che non dimentica la tradizione e dove “l’urlo” di libertà della musica afroamericana, e lo spirito di evangelizzazione del gospel, si rivelano seguendo le orme dei padri sulle note di “Amazing Grace”, “Children go where I send Thee”, “Deep River”, “He’s got the whole in his hand”. “Nel nome di Vivaldi”, invece, si terrà il concerto del 15 con Ottavio Dantone al cembalo ed alla testa della sua Accademia Bizantina.
Musiche traslate nel tempo – concerti dall’Estro Armonico op. 3 e le immancabili “Quattro Stagioni” –  che con Dantone, maitre-a-penser della filologia pre-barocca e barocca (Monteverdi, Scarlatti, Benedetto Marcello, Porpora, Galuppi, Pergolesi, Sarti), accolgono una coloritura eccezionale dove lo stile, la grazia, la sincerità dell’”improvvisazione” sono espressioni di una contemporaneità nascosta e ancora tutta da scoprire.

Il 22 (sponsor del concerto è l’Associazione Artigiani della Provincia di Varese: i soci che presenteranno la tessera associativa avranno diritto ad uno sconto sul biglietto d’ingresso) sarà la volta di “Musicomix” con Dosto al pianoforte, Yevski al contrabbasso ed il mezzosoprano Donna Olimpia. Il trio sarà impegnato in una “parodia di una trasmissione radiofonica nella quale i musicisti si trovano a dover seguire le farneticazioni di una fantomatica radio nazionale che li costringerà ad inventare situazioni teatrali e musicali surreali”. Tra i rumori della vita quotidiana – che i nostri cercheranno di ordinare in gradevoli sequenze sonore – ed una “improbabile partita musicale fra Brasile e Argentina” ci si ritroverà tutti bambini, catturati dalle frenesie ritmiche dei vecchi cartoon. Si chiude il 28 con “Macondo – Gran Bazar Latinoamericano”, un girotondo appetitoso tra canzoni in grado di solleticare l’immaginario collettivo (Colombia terra querida, Volver, Verano Porteno, Guadalajara, Sones de Mariachi) e brani poco conosciuti di autori famosissimi o dimenticati: da Astor Piazzolla, Heitor Villa-Lobos, Carlos Gardel e Violeta Parra a BlasGalindo e Silvestre Revueltas. Di scena gli Opus Cuatro – due tenori, basso e baritono – affiancati dall’Orchestra del Festival “Pergine Spettacolo Aperto” (formazione giovane ma di carattere e disposta a “vivere un’esperienza umana di scambio senza confini”) diretta da Juliàn Lombana.

 

In occasione del trentesimo di Musica in Villa, un’ora prima dei concerti, alle 20, si potrà visitare la mostra “1946-2006 Villa Cagnola: il bel disegno” (che documenta i sessant’anni di attività promosse dall’Istituto Superiore di Studi Religiosi e dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI).

 

Al termine delle serate verrà offerta la possibilità di degustare una cena la prezzo di euro 25 a persona: prenotazioni allo 0332/870661 o al 333/9017036.

 

Sino al 30 settembre 2006, il pubblico di Musica in Villa, grazie alla convenzione stipulata con la Confesercenti di Varese, potrà ottenere uno sconto del 10% sui menù offerti dagli esercizi di ristorazione aderenti all’iniziativa. Per usufruire dell’agevolazione è sufficiente presentare al ristoratore convenzionato un biglietto del concerto insieme ad un programma di sala.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 giugno 2006
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