“Non accettiamo la distruzione dell’ultimo polmone verde della zona”

Anche il Centro-sinistra interviene sul progetto dello svincolo Saronno Sud, criticando la posizione del sindaco Gilli

Riceviamo e pubblichiamo:

Nell’ultimo Consiglio Comunale di Saronno sul cosiddetto Svincolo Saronno Sud il Sindaco Gilli, con la solita incontinenza verbale, si è scagliato contro "quelli di Uboldo".

"Quelli di Uboldo" sono colpevoli, agli occhi del nostro Piccolo Cesare, di non piegarsi ai suoi voleri. Si ostinano, "quelli di Uboldo", a non accettare la distruzione dell’ultimo polmone di verde di Uboldo e del Saronnese , a respingere un futuro di totale gasificazione del proprio centro urbano. Dovrebbero accettare, quelli di Uboldo, che un mega-svincolo venga piazzato addosso al loro Centro Sportivo Ricreativo, un area-parco in cui la comunità uboldese ha profuso risorse e sacrifici, meta di centinaia di bambini e ragazzi.

Tutto questo lo dovrebbero fare a favore del cosiddetto svincolo Saronno Sud, un mostro di cemento senza sbocchi e connessioni alla viabilità secondaria,   di una inutilità e di una stupidità senza precedenti nella storia della viabilità. Un’opera, per di più, i cui benefici pubblici per Saronno appaiono minimi e pure incerti (nulla sappiamo invece dei "benefici privati" che deriveranno a qualcuno dalla trasformazione edilizia della povera Cascina Colombera ).

Il Sindaco Gilli , al solito, preferisce i comizi e i   pomposi monologhi al posto del confronto aperto con Uboldo. Alla umile ricerca della verità tramite il confronto, all’indagine sulle ragioni degli altri, egli preferisce la rozza pratica dell’insulto e delle meschinità. Non ci fa impressione e non ci importerebbe un granchè se, in tal modo, egli non stesse creando un solco sempre più profondo tra la comunità di Saronno e quella di Uboldo.

E’ questo che vogliono i cittadini di Saronno? Desiderano che il loro primo cittadino comprometta decenni di buon vicinato da cui tutti abbiamo tratto beneficio? Desiderano che i tentativi di risolvere i problemi di Saronno, perdipiù dall’esito debole o nullo, vengano risolti a danno di un paese vicino e della sua comunità e alle spalle (perché così è stato!) di un’altra amministrazione municipale?

Ma l’aspetto più incredibile è che la sistemazione del crocevia Lazzaroni-Esselunga , proposta dall’Amministrazione Comunale di Uboldo al posto dello svincolo Saronno Sud, verrebbe fatta lo stesso! E la farebbe il Sindaco Gilli ! E coi soldi dei contribuenti di Saronno!

Egli, mentre esige che la forte liquidità in denaro messa a disposizione dalla Società Autostrade venga dilapidata in un nuovo svincolo dai danni certi   per Uboldo e dai vantaggi   dubbi per Saronno,   si prepara   invece a caricare sul bilancio del Comune di Saronno l’onere della sistemazione del crocevia Lazzaroni-Esselunga ! E tutto questo lui lo chiama "fatti non parole"?!

Ci domandiamo e domandiamo ai cittadini di Saronno:
perché se lo svincolo di Saronno Sud è così risolutore dei problemi ci si affretta lo stesso a sistemare il crocevia Lazzaroni-Esselunga ?
Perché non destinare i fondi della società Autostrade   al potenziamento di un crocevia che già esiste (il crocevia Lazzaroni-Esselunga , appunto) anziché dilapidarli in un’opera che non c’è ancora (lo svincolo Saronno Sud)?
Perché caricare sulle spalle del contribuente saronnese e del bilancio pubblico di Saronno spese evitabili? Perché rinunciare alla possibilità di impiegare i soldi dei saronnesi   verso scuole, marciapiedi, illuminazione pubblica, strade urbane?  

Il Centrosinistra di Uboldo pertanto rivolge un appello alle forze politiche e agli esponenti consigliari del nostra città capoluogo, affinché trovino il modo di impedire che le scelte e la tracotanza di un solo uomo, pur e proprio perché riveste l’autorevole carica di Sindaco, possano creare un solco non più colmabile tra le nostre comunità e istituzioni pubbliche; valutino con serenità le ragioni del Comune di Uboldo, portate nell’interesse di tutto il Saronnese e colgano il senso positivo delle loro proposte; considerino che la scelta di imporre a una vicina comunità un tal sacrificio per ben scarsi risultati rappresenterà un vulnus, una ferita della memoria collettiva che il tempo difficilmente potrà rimarginare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 giugno 2006
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