“Non c’è una ricetta unica per il Partito democratico”

Riccardo Sarfatti chiude una serata dedicata alle iniziative in corso per dar vita al nuovo soggetto politico

Una partecipazione superiore alle aspettative degli organizzatori, tanto da dover far cambiare sala. Varese saluta così la prima iniziativa pubblica sul Partito democratico. Promossa dall’associazione nata nello scorso febbraio proprio per essere da stimolo verso il nuovo soggetto politico l’incontro è durato tre ore filate con tanti interventi.
Dopo una breve presentazione di Adriano Albinati, Livio Frigoli (nella foto sopra insieme a Emilio Paccioretti) ha illustrato le ragioni dell’associazione. "Voglio subito chiarire ciò che non è. Non siamo un nuovo partito. Ce ne sono già troppi. La nostra associazione ha scritto nello statuto il fatto che si scioglierà appena si darà vita al Partito democratico. Non siamo contro i partiti e non siamo un’elite, né tanto meno un gruppo di "trombati". Il nostro compito è quello di essere da stimolo alla nascita di questo nuovo soggetto che però non può essere un esperimento da laboratorio". Per questo Frigoli sostiene che vada gestita una fase di grande partecipazione popolare che allarghi l’attuale base dei partiti. Una scelta che non può prevedere un gruppo dirigente scelto per cooptazione, ma attraverso un percorso che porti a un’assemblea costituente e successivamente all’elezione della dirigenza.
Alla relazione di Frigoli sono poi seguiti una serie di interventi. Tra questi Emilio Paccioretti, assessore a Samarate e da sempre impegnato nell’Ulivo. "Dobbiamo cambiare atteggiamento perché occorre praticare modi nuovi di fare politica. Dobbiamo coinvolgere di più i giovani e il Partido democratico diventa un imperativo anche per salvare il Paese e l’economia".

Stefano Tosi, segretario provinciale dei Ds e consigliere regionale, ha sottolineato come il percorso sia complesso. "Da noi è più facile dividere che unire e oggi abbiamo bisogno di proposte. Non sterilizziamo il dibattito creando subito formule e regole. Permettiamo ai cittadini di esprimersi e facciamo uno sforzo di creatività. Noi dobbiamo avere una capacità di elaborare un programma di governo condiviso e  che si allarghi a nuove realtà perché nella nostra provincia non andiamo oltre il 40% e questo deve farci riflettere. Abbiamo già deciso con la Margherita di fare le liste dell’Ulivo alle prossime elezioni provinciali, ma dobbiamo andare oltre il nostro schieramento tradizionale".

Giuseppe Adamoli, consigliere regioonale della Margherita ha messo in guardia da un rischio che il Partito democratico potrebbe avere. "Non dobbiamo pensarlo come la riedizione delle forze politiche esistenti. Un partito non è una coalizione e quindi ha bisogno di avere una propria identità e questo con l’attuale differenze di provenienze culturali diventa un elemento complesso. Siamo qui per risolverlo. C’è la volontà, ma non si può saltare questo passaggio".

Su questo è arrivata subito la risposta di Riccardo Sarfatti. "Una delle grandi novità del futuro Partito democratico è quella di non dover avere  per forza un’identità unica. Dobbiamo avere dei valori condivisi, ma questi sono quelli del riformismo europeo. Il nuovo soggetto politico non deve essere ideologico e non è il referente di una classe, di un ceto economico. Deve avere regole precise per la partecipazione alla vita politica. Dobbiamo partire dai problemi concreti e su questi stabilire un confronto e prendere decisioni". Per sarfatti il rinnovamento dei partiti non può avvenire solo da dentro, ma nemmeno solo dall’esterno. "Ho grande fiducia nei Ds e nella Margherita, ma non possono essere solo loro i soggetti fondatori di questo nuovo soggetto e non è la cooptazione il sistema con cui fondare il nuovo nucleo dirigente che deve essre profondamente rinnovato rispetto a oggi".

Il prossimo 4 luglio a Roma ci sarà la prima grande iniziativa politica di confronto per una giornata con tutti i leader politici, gli amministratori, gli intellettuali che si riconoscono in questo progetto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 giugno 2006
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