«Più prevenzione per fronteggiare la crisi idrica»

Lettera aperta dell’associazione Amici della terra alla Camera di Commercio e alla Provincia

Lettera aperta del presidente dell’associazione Amici della terra, Arturo Bortoluzzi, al presidente della Camera di Commercio, Angelo Belloli, e al presidente della Provincia, Marco Reguzzoni in merito alla crisi idrica che ha colpito la provincia.

Egregio Presidente,

la nostra Associazione sulla scorta di numerosi articoli apparsi sui quotidiani locali che raccoglievano le forti preoccupazioni dei gestori della rete idrica varesina sui possibili disservizi derivanti – a parere degli stessi – dall’imprevisto scarso livello delle falde, aveva scritto già a marzo u. s., per avere le opportune delucidazioni e per svolgere le necessarie attività di sensibilizzazione, al Commissario prefettizio del Comune di Varese. senza mai avere una risposta.

La carenza di acqua di questi giorni ci ha spinto a scrivere a tutti gli enti competenti in materia idrica, per sollecitare interventi urgenti e comunque una programmazione degli stessi che deve essere eseguita per impedire che in futuro ci si possa trovare in condizioni analoghe a quelle attuali.

Date le competenze della Camera di commercio nel settore idrico, scriviamo anche a Lei ritenendo possa svolgere non solo una funzione di esecutore ma, in primo luogo, quella di  coordinatore e  punto di riferimento per l’attuazione delle opere di modernizzazione della rete idrica.

Lo scenario provinciale  è ancora dominato da una grande polverizzazione delle gestioni del settore idrico, molte delle quali ancora operano in economia.

Tra le gestione industriali le pubbliche rappresentano ancora la maggioranza, mentre quelle private sono solo una quota modesta.

L’elevata frammentazione del settore è dovuta alla separazione gestionale che permane tra le diverse fasi del ciclo dell’acqua, nonché al dimensionamento su scala comunale della rete idrica e a una forte parcellizzazione dell’offerta che determina basse economie di scala.

L’Ato (autorità d’Ambito Territoriale Ottimale) si è insediata nel nostro territorio ma il servizio non è stato ancora affidato.

Dal punto di vista della regolazione tariffaria la gestione continua ad essere disciplinata in via transitoria dal CIPE; la normativa che regolamenta il sistema tariffario, descritto con il cosiddetto "metodo normalizzato", non ha ancora applicazione operativa.

L’attività di verifica sulla corretta applicazione delle delibere delCIPE, è passata a partire dal 2000 direttamente nella sfera di competenza delle Camere di Commercio, che dovrebbero esercitarla fino al superamento della fase transitoria, momento in cui le tariffe iniziano a essere disciplinate dal citato " metodo normalizzato ".

Fino alla completa entrata a regime delle riforme, pur in presenza di un ATO operativo, restano in vigore le delibere del CIPE mentre il ruolo di verifica è di competenza spetta all’ATO, per quanto riguarda l’approvazione dei piani di investimento programmati dai gestori, e alla Camera di Commercio sulle rimanenti disposizioni contenute nelle delibere (incrementi tariffari e loro decorrenza, manovra di abbattimento del minimo impegnato, …).

Dunque, spetta alle ATO verificare l’applicazione delle tariffe e, soprattutto, la realizzazione degli interventi, mentre le Camere di Commercio sono più precisamente chiamate a esercitare un controllo ex post circa la correttezza di applicazione delle delibere del CIPE, emettendo  un giudizio di conformità oppure diffidando gli Enti inadempienti

Ciò premesso, siamo interessati a conoscere quali attività nella materia tariffaria siano state eseguite dalla Camera di commercio di Varese.

Altre e più rilevanti questioni sono quelle riguardanti la titolarità da parte delle CCIAA: delle funzioni degli ex  UPICA in base alle quali la Camera di Commercio è impegnata a contribuire alla costruzione di aziende efficienti pronte a contendersi l’affidamento del servizio idrico integrato nel territorio ( mansioni sulle quali vorremmo essere informati) nonché  di una fornita banca datiin materia idrica.

Ha attivato la Camera di Commercio di Varese un sistema di raccolta dati riguardanti gli enti gestori e erogatori dei servizi idrici e ha organizzato in modo sistematico tale giacimento ?

Nel caso in cui ciò sia stato fatto, la Camera di Commercio di Varese dovrebbe porsi come interlocutore operativo tra l’universo parcellizzato delle gestioni del servizio idrico e le autorità alle quali è demandata la regolazione e la sorveglianza del settore.

Riteniamo non possano mancare le condizioni per cui la Camere di Commercio di Varese possa mancare di un tale importante strumento

Il  CIPE infatti  ha riconosciuto l’opportunità di sistematizzare i dati contenuti nei modulari al fine di disporre di una base informativa sul settore inviando, da un lato, gli enti interessati e le imprese che gestiscono il servizio, a trasmettere detti modulari alle Camere di Commercio e, dall’altro, le Camere di Commercio a far circolare i dati per via telematica,  rendendoli disponibili alle amministrazioni interessate.

Qualsiasi seria verifica dei vantaggi e dei miglioramenti che sono scaturiti e che si auspicano nasceranno dalle iniziative di ristrutturazione del servizio (con riferimento sia alla componente " acquedotto " che alla componente " fognatura e depurazione "), dovrà quindi necessariamente prendere a riferimento il punto di partenza che non può essere misurato sulla base di episodiche esplorazioni, ma va affidato alla conoscenza operativa dell’archivio predisposto.

Invitiamo quindi la Camera di Commercio di Varese a svolgere un ruolo da protagonista nell’attuale circostanza di crisi idrica sia nei confronti degli enti gestori che degli enti pubblici territoriali.

In attesa di cortese riscontro porgiamo vivissime cordialità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2006
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