Premio di produttivà, i dirigenti precisano

I dipendenti del Comune di Varese entrano nel merito della vertenza in atto

Riceviamo e pubblichiamo

I dirigenti del Comune di Varese, riuniti in assemblea  il 20 e 23 giugno, hanno ritenuto all’unanimità necessario fornire precisazioni in merito a notizie apparse sui quotidiani locali riferite all’attuale stato di agitazione dei dipendenti.
L’intervento è dettato dalla sola necessità  di meglio precisare la realtà dei fatti e di riaffermare la correttezza di rapporti che la classe dirigente ha sempre mantenuto nei confronti degli Amministratori e del personale dipendente.
Vi è quindi massimo rispetto delle rivendicazioni sindacali in atto e nessun intento di contrapposizione.

 

I quotidiani locali hanno indicato in maniera errata un aumento del premio di produttività dei dirigenti, quantificandolo in € 130.000 (cfr. da ultimo La Prealpina del 23 u.s.). Niente di più impreciso,  l’aumento contrattuale  concordato con l’Amministrazione nel novembre 2005 ha inciso  solo per € 24.000 sulla retribuzione di risultato dei dirigenti (leggi premio di produttività).

 La restante quota di rivalutazione salariale ha  interessato la parte fissa della retribuzione dirigenziale, che era ferma dal 2001, e che rimane tuttora al di sotto dei limiti contrattuali nazionali.

 

 L’accordo sottoscritto nel novembre 2005 tra Amministrazione Comunale e le RSA Dirigenti non ha in alcun modo inciso sulle risorse per premio di produttività dipendenti comunali, che sempre nell’anno 2005, hanno avuto dall’Amministrazione Comunale risorse aggiuntive per il fondo del salario accessorio (dal quale dipendono anche le risorse per il premio di produttività) per complessivi € 1.080.000.

 

 Le attuali rivendicazioni sindacali dei dipendenti per l’incremento del fondo risorse decentrate anno 2006, che si basano ogni anno sulla possibilità discrezionale dell’Amministrazione di valutare la realizzazione di nuovi servizi, non possono essere collegate agli aspetti retributivi della classe dirigente definiti nell’anno 2005. Ciò, poiché il  contratto nazionale dei dirigenti prevede forme e dinamiche diverse per l’erogazione della retribuzione di risultato.

 

Le suesposte precisazioni appaiono doverose a fronte delle propagate informazioni incomplete, parziali e pertanto fuorvianti.

 

L’Assemblea dei dirigenti, all’unanimità, esprime quindi il proprio dissenso circa l’ipotesi di ridurre il fondo dirigenziale, che verrebbe a configurarsi come atto unilaterale di rescissione contrattuale da parte dell’Amministrazione. Inoltre, tale riduzione non potrebbe automaticamente tradursi in aumento delle risorse per il  premio di produttività dei dipendenti, tecnicamente e giuridicamente incrementabile solo per effetto dell’istituzione di nuovi servizi in favore della cittadinanza.

 

Grati per l’attenzione e confidando in un’integrale pubblicazione del testo, porgiamo i nostri migliori saluti.

                                                                         RSA  Direl – Cisl

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 giugno 2006
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