Progetto Melodicus: una serata per illustrare i risultati ottenuti

I membri di "Nessuno escluso" e del "Gruppo CoESo" incontrano i cittadini venerdì 23 alle 20.30

Lo avevano promesso, più volte hanno mantenuto. E manterranno una volta ancora, venerdì 23 giugno, i membri di "Nessuno escluso", tornando a Cavaria con Premezzo per raccontare quale sia lo stato dell’arte di un progetto avviato e sviluppato nel corso degli anni: la costruzione di una "casa-scuola-alloggio" per i bambini (abbandonati, ma non solo) e per gli ammalati di Aids in Tanzania.

Torneranno, soprattutto, perché considerano importante
dare conto anche di ogni centesimo speso, e speso perché raccolto grazie alla generosità di cittadini privati e dell’ente pubblico. Incontro di spessore dunque, quello in programma in sala consiliare a Cavaria con Premezzo (20.30): i membri della Onlus con sede in Carnago e presieduta da Giuseppe Biella, e del gruppo "CoESo" di Cavaria illustreranno lo stato di avanzamento
dell’opera, inserita nel contesto del "Progetto Melodicus" e che ora è da considerarsi quasi in dirittura d’arrivo.

La creazione della "casa-assistenza" è stata sostenuta direttamente anche dall’Amministrazione comunale di Cavaria, nel cui bilancio sono state stanziate risorse finanziarie per questo progetto. Come chiarisce Adriana Gasparotto, assessore alla Cultura, «per noi è stato ed è un punto d’onore partecipare, così come avvertiamo l’importanza di spiegare passo per passo e tappa per tappa quanto sia stato compiuto. Poche parole e tante immagini, foto e un filmato in particolare, per dire a tutti: "Abbiamo fatto questo grazie a voi e grazie al vostro impegno. Stiamo affrontando questo tratto di percorso, arriveremo qui e qui"».

Il "Progetto Melodicus" non esisterebbe senza un animatore: nella fattispecie si tratta di padre Melodious, nato nel 1968 a
Mundindi,
un paese del distretto di Ludewa. Già allievo del Seminario maggiore di Peramiho, sacerdote dal 1996, il padre
insegna inglese e letteratura africana nella scuola superiore di
Kilocha e si prodiga per progetti come la costruzione di acquedotti e di asili, operando anche come collettore dei fondi da vari benefattori e mantenendo le relazioni con i suoi amici italiani.

Il gruppo "CoESo" (Commercio equo e solidale) è invece composto da una trentina di volontari attivatisi spontaneamente, a partire dal 2001, all’interno della parrocchia di Cavaria, e nel volgere di pochi anni è riuscito a farsi conoscere sul territorio collaborando con iBiblioteca, genitori delle scuole e Amministrazione comunale. Lo scopo principale del "CoESo" è quello di sensibilizzare e di informare sui problemi che sussistono tra Paesi ricchi e Paesi poveri; tra le altre attività un ruolo centrale occupa la bottega "L’angolo del mondo", inaugurata nel 2003 in via Ronchetti. Nello stesso anno ecco l’incontro con padre Melodious, seguito da un viaggio di conoscenza in Tanzania e l’appoggio al Progetto.

"Nessuno escluso" è invece una Onlus riconosciuta e che
persegue finanalità di solidarietà sociale nel campo della cooperazione internazionale e locale. L’associazione è nata nel 1998 con l’obiettivo di «ricostruire le riserve etiche della democrazia, ovvero le ragioni dello stare insieme, della convivenza, della comprensione reciproca, superando il concetto di tolleranza in funzione della cooperazione e praticando i principi della mescolanza e dell’inclusione che non rinneghi la storia e che
accetti e valorizzi la compenetrazione di etnie e popolazioni diverse». Del 1998 è stato anche il primo progetto, concentrato sulla conoscenza delle realtà di vita delle popolazioni centrafricane: dall’anno successivo è stata sostenuta la costruzione di scuole,  farmacie e centri formativi in collaborazione con il missionario padre Lorenzo Frattini. Tra i programmi realizzati in seguito: intervento sul progetto "Arcipelago Solentiname", con la costruzione di un museo naturalistico in Nicaragua; partecipazione al finanziamento della borsa di studio annuale "Gigi Bassani"; costruzione di pozzi per l’acqua potabile in Centrafrica; accoglienza in Italia dei bambini di Chernobyl e supporto alle loro famiglie. Nel 2001 il «via libera» alla ristrutturazione e alla costruzione del Circolo sociale di Carnago, poi costituitosi come cooperativa sociale autonoma; dal 2004 una raffica di interventi in Tanzania, compreso per l’appunto il supporto ai gruppi spontanei all’interno dei quali era stato ideato il "Progetto Melodicus".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2006
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