Quando facevamo l’autostop

Amor di libro chiude con una serata incantevole fatta di ricordi con Aldo Nove e Vittorio Cosma

Incantevole e delicata sono le parole a caldo per una serata veramente speciale. Una di quelle occasioni dove la provincia non ha nulla di che invidiare alle grandi città e dove si torna a casa contenti.
Lo si deve a uno straordinario Vittorio Cosma e ai suoi musicisti e ad Aldo Nove. "La nostra Itaca, musica e poesia" era il tema su cui i due artisti si presentavano al loro pubblico varesino.
Un racconto fatto di parole, poesie e musica che ha ripercorso la vita degli anni Settanta con la nostalgia per tanti ricordi e cose che non ci sono più.
Viggiù per Aldo Nove e Comerio per Vittorio Cosma erano i mondi da cui sono partite le avventure di chi inseguiva i sogni, le speranze di arrivare, di diventare famosi. "È un po’ come un micro e macro cosmo, dove si torna sempre all’origine" e allora la ricerca e i ricordi per raccontare un’epoca si possono confondere con i piccoli episodi della vita di un ragazzino cresciuto a Viggiù. E Aldo Nove ha scritto pagine memorabili su quello che era la vita di quegli anni quando "perdevo l’autobus e andavo a scuola in autostop. Che fine ha fatto l’autostop? Oggi è sparito, come molte altre cose".
E dentro questo percorso non poteva mancare la televisione, vero elemento di cambiamento di quegli anni. E così Cosma e Nove si sono divertiti a ripercorrere momenti di quella tv, meno volgare e più discreta di quella che vediamo oggi e che non finisce mai vivendo senza limiti di orario.
Un percorso fatto di emozioni personali ma che hanno svelato molti aaspetti di vita di quei ragazzi alla ricerca di una loro strada. La scuola, i primi amori, il sesso, le abitudini, la scoperta di un mondo che per trovare risposte ha bisogno degli extraterrestri. Pagine lette e raccontate intervallate dai suoni di una band di altissimo profilo.
Un regalo al pubblico varesino che ha risposto entusiasta. Una serata che chiude un’edizione di Amor di libro tra le più felici con un record di pubblico e sembra record di vendite. E in momento di difficoltà tornare a fare buona promozione del libro è di per se un grande merito. Un grande applauso quindi agli organizzatori dell’assessorato alla cultura che hanno voluto tornare un po’ alle origini di questa rassegna riportandola a quella veste popolare senza per questo sacrificarne la qualità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 giugno 2006
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