Quella domenica di sessant’anni fa

Il 2 giugno del 1946 nasce la Repubblica Italiana

Il 2 giugno del 1946 gli italiani sono chiamati ad eleggere i membri dell’Assemblea Costituente e a scegliere quale forma di governo adottare se la monarchia o la repubblica.

E’ una giornata storica.

Per la prima volta il “re sovrano” viene sottoposto al giudizio del popolo “sovrano”, rappresentato in tutte le sue componenti, compresa quella femminile.

Per la prima volta nella sua Storia, gli italiani non accettano una Costituzione decisa dall’alto, ma, indirettamente ne determinano i contenuti dal basso, eleggendo le persone che la redigeranno.

Per la prima volta infine, dopo vent’anni di fascismo, il popolo esercita tutti questi suoi diritti liberamente.

Domenica 2 giugno è un gran giorno e la consistente affluenza alle urne testimonia quanto gli italiani lo avvertano come tale. I votanti sono 24.947.187, l’89,1% del totale degli aventi diritto: 28.000.449 cittadini (circa il 61% della popolazione). Alla consultazione parteciperanno 12.998.131 donne. Non si vota a Bolzano, Trieste e Venezia Giulia ancora non ristabilite sotto la sovranità italiana.

Le elezioni, nonostante i timori di alcuni, si svolgono nel più assoluto rispetto delle regole. Per avere i primi dati relativi al referendum istituzionale però, bisognerà attendere qualche giorno. Le strade e le infrastutture sono ancora pesantemente danneggiate dalla guerra. Ulteriori ritardi sono inoltre dettati dalla scelta di procedere prima allo spoglio delle schede inerenti all’elezione dei membri della Costituente, più complesse da scrutinare.

Alla fine, nel tardo pomeriggio del giorno 5 di giugno, viene dato il risultato finale: Vince la Repubblica.

Lo scarto di voti è però molto basso, “L’Italia -si diceva già allora- è divisa in due”. Ci sono aspre contestazioni e ricorsi da parte dei monarchici che impugnano i risultati presentandoli in Cassazione. La Corte però, dopo aver rianalizzato le carte, riconferma i dati emersi in favore della Repubblica. Tutto ciò avviene alle ore 18.00 del giorno 18 di giugno del 1946. I Savoia avevano già abbandonato l’Italia le settimane precedenti per recarsi in Portogallo, vi faranno ritorno solo nel 2002.

Ecco i dati definitivi in relazione al Referendum istituzionale:

Repubblica: voti 12.718.641 (54,3%)

Monarchia: voti 10.718.502(45,7%)

Schede bianche o annullate: 1.510.044

I risultati regione per regione indicano una netta prevalenza repubblicana in tutto il Centro-Nord Italia, principale teatro delle lotte partigiane. In Lombardia il risultato finale è di 1.975.906 voti repubblicani contro 1.145.758 per la Monarchia.

Molte invece le regioni del Sud che si schierano nettamente a favore dei Savoia, come ad esempio la Campania che con i suoi 1.398.663 voti contro 430.411, risulta la regione più monarchica d’Italia.

Lo stemma crociato bianco su sfondo rosso, scompare così per sempre dalla bandiera tricolore ma, ironia della sorte, un altro molto simile (questa volta rosso su sfondo bianco), sarà al centro della vita politica italiana dei successivi quarant’anni. E’ lo scudo crociato della Democrazia Cristiana che, in questa prima consultazione, si afferma come prima forza politica italiana.

I 556 seggi vengono assegnati con un sistema elettorale proporzionale a liste concorrenti presenti in 32 collegi plurinominali.

Ecco la composizione dell’Assemblea Costituente:

Partito

%

seggi

Partito

%

seggi

Democrazia Cristiana

32,21 %

207

Mov. Indipendenza Sicilia

0,74

4

Partito Socialista

20,68 %

115 

Conc. Democratico Repubblicano

0,42

2

Partito Comunista

18,93 %

104 

Partito Contadini italiani

0,44

1

Unione Dem. Naz.

6,68 %

41 

Partito Sardo d’Azione

0,34

2

Uomo Qualunque

5,27 %

30 

Mov. Unionista

0,31

1

Partito Repubblicano

4,36 %

23 

Partito Cristiano Sociale

0,22

1

Blocco Naz. Libertà

2,77 %

16 

Partito Democr. Lavoro

0,18

1

Partito d’Azione

1,45 %

7

Fr. Dem. Progres. Repubblicano

0,09

1

 

Leggendo i nomi di coloro che stesero il nostro trattato costituzionale, si ritrovano molti dei principali protagonisti della Storia politica e culturale italiana del secolo scorso:

Per la Democrazia Cristiana: Giulio Andreotti, Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani, Giovanni Leone, Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro, Antonio Segni;

Per il Partito Socialista: Pietro Nenni, Sandro Pertini, Luigi Preti, Giuseppe Saragat, Ignazio Silone;

Per il Partito Comunista: Giorgio Amendola, Arrigo Boldrini, Giuseppe Di Vittorio, Nilde Iotti, Luigi Longo, Palmiro Togliatti;

Per il Partito Repubblicano: Ugo la Malfa e Ferruccio Parri;

Per i liberali: Benedetto Croce e Luigi Einaudi; 

per il Partito d’Azione: Riccardo Lombardi, Leo Valiani;

per il Partito Sardo d’Azione: Emilio Lussu.

La Costituzione Repubblicana, sarà promulgata il 27 dicembre dal Presidente De Nicola ed entrerà in vigore il 1 gennaio 1948. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2006
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