«Questa è la protezione civile: la capacità di organizzare»

L’onorevole Zamberletti è tornato a Varese per presentare "Se la terra trema", il libro di Alma Pizzi che, attraverso i ricordi e le esperienze del protagonista, racconta la nascita e lo sviluppo della protezione civile italiana

Varese, 23 novembre 1980, casa Zamberletti. Nel cuore della notte squilla il telefono. E’ il Ministro dell’Interno Virgilio Rognoni: «Giuseppe, vieni subito. Qui è peggio che in Friuli» Giuseppe Zamberletti, allora Commissario del Governo, a soli quattro anni di distanza dal terribile terremoto in Friuli, si trova di nuovo a dover gestire un ecatombe: il terremoto d’Irpinia, evento che provocò oltre 2.000 morti e ferì gravemente 30.000 persone. 

Sono un fiume in piena i ricordi del varesino Zamberletti, primo coordinatore, commissario e poi Ministro della protezione civile italiana, intervenuto questa mattina ad Amor di Libro per presentare il libro di Alma Pizzi “Se la terra trema. Giuseppe Zamberletti a trent’anni dal Friuli racconta la nascita e lo sviluppo della Protezione civile italiana”, edito da Il Sole 24 ore. 

«Fino ad allora – ha raccontato l’onorevole – non c’era nessun rapporto con la comunità scientifica, soggetto che poteva contribuire alla politica di previsione e protezione. Nel ’68, quando fui eletto deputato, mi fu affidato un progetto di legge sull’organizzazione della protezione civile, che in quegli anni si affidava soltanto al Corpo dei Vigili del Fuoco. Quel progetto di legge si basava sul ricordo del terribile sisma di Messina, ma non sull’esperienza diretta».

Fu la drammatica consequenzialità dei fatti (due tragedie immani a soli quattro anni di distanza) che portò alla nascita della protezione civile in forma organizzata: «Non c’erano norme specifiche e questo creava disordine nel soccorso aereo, in quello sanitario. Le forze dell’ordine non si parlavano e bisognava intervenire rapidamente: c’erano speculazioni edilizie, gli orari scolastici da modificare, gli ospedali da rimettere in piedi, il lungo processo di ricostruzione da avviare». Zamberletti inventò in quei giorni un modello di gestione dell’emergenza centralizzato: dall’organizzazione generale degli interventi ai rapporti con le nazioni estere da cui provenivano i soccorsi. Dai viveri ai medicinali, dai materiali abitativi alla fornitura di indumenti: è grazie alla sua esperienza che nel ’92 è nata la protezione civile ed è principalmente grazie a lui che oggi quella italiana è considerata una delle protezioni civili più efficienti a livello mondiale.

Nonostante i 73 anni e gli attuali, numerosi impegni, è un’energia fuori dal comune quella che anima Giuseppe Zamberletti e che sprizza dalle sue parole e dai ricordi, fatti di situazioni drammatiche, ma anche di momenti commoventi come quella volta che «i cittadini di Osoppo, paese che ricevette la medaglia d’oro durante la Resistenza, al passaggio dell’esercito tedesco che era accorso in aiuto dei terremotati, gettarono fiori al comandante, omone di due metri e dieci che, per la commozione, fu colpito da attacco cardiaco» o come quando al suo ritorno in uno dei paesi della Campania colpiti dal sisma dell’80 sentì i bambini della scuola cantare e capì che «il Governo aveva fatto bene il suo lavoro perché la gente aveva riacquistato fiducia nel futuro»

Nelle parole di Zamberletti non mancano attenzione ai nostri giorni e moniti per il futuro: «Oggi corriamo un grosso pericolo: abbiamo perso l’esercito di leva. Il che vuol dire che in caso di grandi disastri ci potrebbe mancare una forza di 38.000 persone, braccia che possono essere bilanciate solo con l’apporto dei volontari. Ma, se i volontari non sono organizzati, si rischia l’armata brancaleoni». Da qui l’augurio alla protezione civile varesina di continuare il lavoro svolto fino ad oggi e un augurio alla sua Varese che si sta preparando ad accogliere i mondiali di ciclismo: «Bertolaso e la protezione civile hanno la capacità e l’esperienza per gestire un’organizzazione interforze come quella che sarà necessario mettere in piedi per i mondiali di ciclismo 2008».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 giugno 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore