Raffaele Cattaneo “a tutto campo”, tra Lega, referendum e sanità

Il sottosegreatrio alla presidenza regionale lancia un monito al Carroccio e sostiene a un tempo le ragioni del dialogo fra le parti e del sì al referendum costituzionale

Raffaele Cattaneo, il potente sottosegretario alla presidenza della Regione e braccio destro di Formigoni, è un politico abituato a pesare le parole, ma di cose da dire in questo periodo ne ha. Rispondendo alle questioni poste dalla stampa locale in occasione dell’inaugurazione della sede bustocca di Liberamente Politica, Cattaneo parla della situazione politica nazionale, del prossimo referendum costituzionale, dei programmi del centrodestra locale e regionale ma anche di quello che al momento è il problema cruciale: la posizione della Lega Nord.

"Non ci piace il bipolarismo di guerra che ha caratterizzato gli ultimi anni" afferma Cattaneo, a disagio nel clima da disfida guelfi-ghibellini creatosi nel tempo ed esacerbato dalla raffica di appuntametni elettorali e referendari. Come osservava Paolo Valentini, anche l’altissima affluenza registrata alle politiche (ma non, significativamente, alle amministrative) ha testimoniato l’asprezza dello scontro: e si vorrebbe poter tornare al dialogo. "I bipolarismi funzionanti sono quelli che escludono gli estremi, invece qui tale è la paura di perdere che si tirano dentro tutti" dichiara Valentini; "quello italiano, più che al bipolarismo tedesco, somiglia a quello sudamericano dei blancos e colorados (partiti tradizionali in Uruguay e Paraguay, ndr)" aggiunge Cattaneo, "una situazione in cui semplicemente si occupa tutto e si ignora l’altra metà, ma si rischia di non poter poi governare un Paese diviso". Ma come uscire dalla situazione di stallo tra le forze contrapposte? Con un terzo polo? Non attacca: meglio invece per Cattaneo "allargare" gli schieramenti esistenti convincendo tutti della possibilità e necessità del dialogo.

Sul referendum Cattaneo ha le idee chiare: "Voterò sì, ma senza per questo considerare la riforma la migliore possibile. Essa ha aspetti positivi, coma il superamento del bicameralismo perfetto, ma anche negativi, come il mancato inserimento del federalismo fiscale nell’ambito della devolution. "Voterò sì e invito a votare sì perchè la vittoria del ‘no’ sarebbe una gelata sul processo di cambiamento in atto"

Quanto alla Lega Nord, per Cattaneo essa è ad un bivio, specialmente dopo le recenti dichiarazioni di Bossi su vie "non democratiche" in caso di vittoria del "no" al referendum. Non si danno terze posizioni, per l’esponente di Forza Italia. "Agli italiani piace scegliere uno schieramento e un leader": guardacaso, da quando Silvio Berlusconi è sceso in campo, e l’avvertimento suona chiaro. "In Europa abbiamo due tipi di autonomismi: quelli che scivolano nell’estremismo – Paese Basco, Ulster, per fare degli esempi – e quelli che si impongono come questione politica di livello nazionale – Catalogna, Baviera. Se la Lega sceglie il sentiero giusto potrà ancora incidere positivamente come ha già fatto, portando all’attenzione pubblica temi fino allora trascurati. È una forza di popolo, e io rispetto la volontà popolare".

Per quanto infine riguarda Busto e le sue prossime sfide salta all’occhio l’impegno sul fronte della sanità, dove il neoassessore Angelo Carenzi dovrà gestire un progetto ambizioso per una nuova struttura ospedaliera all’altezza del territorio, e non più della sola città. Insieme a Giovanna Beretta, medico dell’ospedale bustese che coordina il gruppo di studio sulla sanità di Liberamente Politica, Cattaneo spiega l’evoluzione del settore. "Il concetto di ospedale si evolve: dalla struttura locale e generalista di un tempo a una struttura più snella e specialistica. Oggi in ospedale si cura in pratica solo la fase acuta della malattia: diagnostica, riabilitazione, cure palliative, eccetera, sono in larga misura affidate ad altri soggetti (una sorta di esternalizzazione del paziente, ndr). Oggi il malato, che è per lo più cronico, piuttosto che chiedersi qual’è l’ospedale più vicino, si chiede qual’è quello che cura meglio la sua patologia". Da qui, secondo Liberamente Politica, anche la ragion d’essere di progetti di ampia portata come quello della Fondazione sanitaria per Busto, gallarate, Valle Olona e Malpensa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 giugno 2006
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