Referendum, il commento dei politici

Dopo i risultati della consultazione piovono i commenti. Giorgetti: «Speravamo andasse meglio». Marantelli: «Ora apriamo al confronto»

«Speravamo andasse meglio: Lombardia e Veneto hanno comunque indicato che vogliono il federalismo, come ci aspettavamo. La volontà del Nord è questa». Uno dei primi commenti sull’esito referendario proviene da Giancarlo Giorgetti, parlamentare eletto a Milano nelle fila del Carroccio, partito promotore della riforma Calderoli. Non è detto che siano stati i ricchi a votare sì – conclude Giorgetti – : ad esempio a Milano ha vinto il No. E’ la storia che dice che qui c’è la base del federalismo”.

Per Daniele Marantelli, parlamentare varesino eletto nelle liste dell’Ulivo, «anche il Nord ha affondato la proposta di Calderoli. Inoltre, chi pensava con Berlusconi di dare una spallata al governo Prodi è rimasto sconfitto». Per Marantelli «ora rimane l’esigenza di non chiuderci a riccio, bensì di aprirci al confronto: il Paese ha bisogno di riforme, anche in senso federale, pur lasciando intatti i principi della prima parte della Costituzione».
Secondo il segretario provinciale della Lega Leonardo Tarantino, contattato ad urne ancora “calde” «in provincia di Varese il risultato è da ritenersi soddisfacente, anche se non bisogna nascondere che al “sì” sono mancati i voti del Nord. Credo che su tutto abbia influito pesantemente l’informazione data sul contenuto della riforma, per molti versi demonizzata eccessivamente dai media».

Di “vittoria straripante” parla invece Ezio Locatelli, segretario regionale di Rifondazione Comunista: «Un dato che premia le ragioni del no e lo schieramento politico che si è opposto alla controriforma costituzionale voluta da Berlusconi, Bossi e Fini. La Casa delle Libertà esce dal confronto seccamente ridimensionata nella sua credibilità e nelle sue pretese, anche nelle regioni del Settentrione, dove contava su una sua indiscussa affermazione».

La vittoria del “no” costituisce una scelta di buon senso anche per l’Italia dei Valori, movimento di Antonio Di Pietro, che per voce del segretario provinciale Alessandro Milani critica fortemente le dichiarazioni dell’europarlamentare del Carroccio Francesco Speroni.

«Le dichiarazioni di Speroni nei confronti degli elettori sono, quantomeno, stucchevoli – ha concluso Milani – la dichiarata mancanza di rispetto per l’esito dei risultati espone in modo inequivocabile quale sia l’idea di Democrazia concepita da un dirigente della Lega Nord.

Quando si rivolge al Nord lo identifica solo in quella parte che lo sostiene ignorando che quasi la metà ha dato una risposta diametralmente opposta, parla di schiavismo e sfruttamento come se in questo Paese si vivesse in pieno sottosviluppo».

Secondo Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, «la vittoria del no segna la voglia di cambiamento vero. Lo dimostrano l’alta affluenza alle urne. Per quanto ci riguarda ribadiamo che il problema non è tanto la forma di stato e di governo, ma chi la gestisce».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 giugno 2006
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