Resta all’asciutto il paese dell’acquapark

I gestori della struttura: "Non siamo noi la causa". La crisi dovuta all'abbassamento della falda ha obbligato il comune a correre ai ripari

Brebbia all’asciutto: come in altri comuni anche il paese delle pipe lamenta in questi primi giorni di caldo una carenza idrica che si sta facendo preoccupante. Con un’aggravante, almeno secondo i cittadini che hanno scritto e telefonato alla redazione di VareseNews nei giorni scorsi: a Brebbia opera da quasi tre anni un grande parco divertimenti, lo Sportland, dove l’acqua la fa da padrona con la piscina e le vasche esterne.

«Ma la nostra struttura non è responsabile del disagio che sta colpendo il paese in questi giorni» spiegano i gestori di Sportland, Luca Birigozzi e Massimo Catena Cardillo (foto) che da ieri (giovedì) hanno avvisato i clienti dell’impossibilità di fare la doccia, in rispetto ad un punto dell’ordinanza comunale emessa per far fronte all’emergenza. «A noi preme sottolineare una cosa: il centro generalmente utilizza 3 metri cubi d’acqua all’ora, una quantità che solo in parte serve a rabboccare le piscine. Siamo dotati di attrezzature per il riciclo che funzionano di continuano, il grosso della nostra utenza serve per docce e servizi. Ma anche chiudendo i nostri rubinetti la situazione a Brebbia non si risolve: i problemi sono altri. Sportland ha riempito le proprie vasche esterne oltre tre settimane fa, mettendoci quattro giorni perché siamo collegati alla rete con un tubo da due pollici. Di problemi non ne abbiamo creati».
«Certo – continuano i gestori – capiamo i problemi dei cittadini e accettiamo l’ordinanza di vietare le docce, ma questo dev’essere un disagio momentaneo. Tenete conto che in questo momento Sportland usa 0,75 metri cubi all’ora, come un piccolo condominio».

In Municipio intanto si stanno prendendo le contromisure necessarie per arginare la crisi idrica. Si calcola che, a fronte di un gettito d’acqua stimato in media oltre gli 80 m³/h e a un fabbisogno di circa 75 m³/h, le sorgenti stiano negli ultimi giorni fornendo solo 57 m³/h. Anche da questi dati si capisce che neppure reintegrando l’acqua utilizzata da Sportland potrebbe cessare l’emergenza.
«Inizialmente pensavamo che i problemi fossero dati dalla variazione di dosaggio effettuata a inizio estate – spiega il vicesindaco Giulio Brughera – ma poi la Amsc, società che gestisce l’acquedotto, ci ha avvertito che la situazione era più grave del previsto. Le tre pompe dei pozzi della Ghiggerima stanno fornendo il 20/30% in meno di acqua rispetto al dovuto: secondo i tecnici la falda si è abbassata di circa mezzo metro rendendo difficoltoso il pescaggio».

Da palazzo comunale sono quindi partite le ordinanze per fronteggiare la carenza d’acqua. «Abbiamo fatto scattare il divieto di riempimento e rabbocco piscine sia ai privati sia all’acquapark dove da ieri non si può fare la doccia. Inoltre abbiamo fatto richiesta al Ccr di Ispra per una fornitura provvisoria di acqua non potabile da destinare ad uso industriale nella zona delle fabbriche: attendiamo per oggi la risposta ufficiale. Quindi abbiamo provveduto a inviare l’acqua al bestiame tramite autobotte e ricevuto dal consorzio del Campo dei Fiori circa 4 m³/h di potabile. Infine siamo in attesa che anche da Sogeiva ci arrivi una quota di acqua».
Questa mattina la situazione sembrava migliorata, anche grazie al fatto di aver esteso a 12 ore la compensazione tra i due bacini, quello di Brebbia Superiore e quello di Motto Pivione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 giugno 2006
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