Rifiuti: oltre il 50% vengono differenziati

Soddisfazione a Villa Recalcati per l'importante risultato raggiunto. L'obiettivo: superare la soglia del 60%

La “soglia” psicologica del 50% è stata superata. Nella raccolta differenziata, il 2005 ha rappresentato per Varese e provincia il raggiungimento del 51,2% del totale dei rifiuti prodotti con un incremento del 3,2% sull’anno precedente. Il Varesotto è oggi tra le prime sei province in Italia per capacità di riciclaggio dei rifiuti dopo Treviso, Lecco, Vicenza, Cremona e Padova.

I dati fanno fare un salto di gioia al presidente della Provincia, Marco Reguzzoni e al suo assessore all’Ambiente, Francesco Pintus. «Stiamo andando nella direzione da noi indicata – commenta Reguzzoni – e ciò grazie al nostro impegno e a quello di cittadini e amministrazioni locali».

«Questi dati – sottolinea con decisione Pintus – sono la migliore risposta del territorio a coloro, pochi per la verità, che avevano espresso perplessità di fronte alla linea-guida del piano provinciale dei rifiuti centrato sull’aumento della raccolta differenziata».

L’altro dato di grande rilievo è che la produzione globale di rifiuti è in calo. Cinque milioni di chili in un anno, l’1,2%  in meno, percentuale che “stoppa” il totale a 407.565.839 kg. nel 2005. Scende anche il valore del totale dei rifiuti urbani prodotti pro-capite a 1,319 kg per abitante al giorno con una sostanziale stabilità nel numero dei residenti.

Anche osservando le cifre che provengono dalle cinque zone omogenee in cui è stato suddiviso il territorio (i cosiddetti sub-ambiti) giunge la conferma che la raccolta differenziata ha ingranato la quinta. Se il dato provinciale è fermo al 51,2%, l’ambito centrale (la fascia che va da Lozza a Cassano e si spinge poi fino al lago Maggiore includendo Monvalle, Leggiuno e Bregano) porta la differenziata dal 52% del 2004 al 59% dello scorso anno. Buono anche il risultato dell’ambito nord-ovest che comprende i territori delle Comunità Montane Valganna-Valmarchirolo, Valcuvia e Valli del Luinese raggiungendo anche Besozzo e Gavirate: quattro punti percentuali in più, dal 41 al 45%. Dal 40 al 45% l’ambito nord est (da Malnate a Comerio, compresa Varese città e con l’intera Comunità Montana della Valceresio) e dal 47 al 50% quello sud-orientale  (da Vedano Olona a Cairate, da Solbiate Olona a Caronno Pertusella).

Solo l’ambito sud-occidentale (da Golasecca a Lonate Pozzolo, passando per Gallarate e Busto sino a Marnate e con i comuni di Fagnano Olona e Gorla Maggiore) mantiene le identiche posizioni dello scorso anno stabili sì ma ad un rilevante 56%.

E’ l’esame delle diverse voci che compongono la differenziata che aiuta a comprendere dove si sono avuti maggiori incrementi. I cosiddetti rifiuti indifferenziati (quelli che vengono trasportati poi alla discarica) sono diminuiti del 7%: nel 2005 ne sono state prodotte 153mila 857 tonnellate. Una maggiore selezione nelle piattaforme ecologiche ha consentito di abbattere del 14% la quantità degli ingombranti. Si è raccolta più carta e cartone (più 4%), plastica (più 11%), legno (più 7%), vetro (più 3%), verde da potatura (più 2%) mentre l’organico o umido da cucina ha conosciuto un vero e proprio boom con un più 20% in un anno grazie anche all’avvio della raccolta separata in nuovi comuni soprattutto dell’alto Varesotto.

In settembre l’assessorato all’Ambiente avrà pronto anche i dati disaggregati, le indicazioni sull’attività di riciclaggio comune per comune in tutte le 141 amministrazioni della Provincia. Lì si vedranno, territorio per territorio dove sono stati compiuti i progressi più significativi e dove c’è ancora margine di manovra.

«Già sin d’ora possiamo dire che siamo, con poche altre Province, sui livelli dei migliori paesi europei. Se pensiamo – spiega Francesco Pintus  – che ci sono aree del nostro Paese nelle quali la differenziata raggiunge al massimo il 12-15% e  che si trovano ripetutamente di fronte all’emergenza rifiuti, non posso non ringraziare i cittadini varesini e varesotti che hanno risposto così bene alle nostre sollecitazioni e le amministrazioni comunali che ci hanno seguito su un tema così delicato, complesso ma al tempo stesso vitale per il nostro futuro».

Villa Recalcati raccoglie insomma oggi il frutto degli ultimi tre anni di lavoro, fatto di informazione e comunicazione e che ha consentito di diffondere il messaggio della necessità del riciclaggio negli istituti di ogni ordine e grado.

Il bilancio del 2005 indica inoltre che la filosofia di base del piano provinciale dei rifiuti – differenziare al massimo, in discarica deve essere inviato il solo rifiuto residuale non trattabile – si sta sviluppando nella direzione sperata.

«Ciò che ora è importante è che si proceda lungo questa strada – ammonisce ancora Pintus – perché da qui al 2014, secondo le indicazioni del piano provinciale dei rifiuti, l’obiettivo è quello di avere una media della raccolta differenziata al 60%».

Un risultato raggiungibile? Sì, secondo Pintus, sia perché le difficoltà maggiori (il recupero del riciclato nelle zona montane, aree che rappresentano oltre il 30% dell’intero territorio provinciale) si stanno superando velocemente, sia perché «tanto più si raggiungono livelli elevati di differenziata tanto più i margini di manovra per un incremento sono legati al recupero di particolari prodotti, come pile e medicinali scaduti», una tipologia di rifiuto che non ha una grande incidenza in termini di volume anche se ne ha una alta nei livelli di carico inquinante. Ed è allora su queste “frazioni marginali” che si lavorerà nei prossimi mesi tenendo comunque presente che anche sui tradizionali rifiuti riciclabili (carta, vetro, plastica, umido da cucina) c’è spazio per nuovi ulteriori incrementi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 giugno 2006
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